mercoledì, 23 maggio 2012

Carlesso, una vita al VI grado

Carlesso, una vita al VI grado

Quel volo di 20 metri dalla parete delle Sibele

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Carlesso sulle Sibele

02/12/2008Dal 1932 Carlesso si era trasferito per lavoro nel vicentino. Dapprima al cotonificio Rossi come capo sala e poi dai conti Marzotto a Valdagno. Nell’ambiente alpinistico trovò un buon gruppo di arrampicatori: Casetta, Soldà, Sandri, Menti, Conforto, Colbertaldo, Maria Luisa Orsini e altri. Con loro ha aperto alcune forti vie sulle vicine Piccole Dolomiti, tanto da lasciare una importante e indelebile impronta nell’alpinismo vicentino.

Riccardo Furiassi nel suo poderoso "Edelweiss" riferisce che entrò in Marzotto come magazziniere, diventando tutore ginnico dei figli del titolare Gaetano Marzotto e in particolare di Vittorio e Umberto. Ecco le principali ascensioni sulle Piccole Dolomiti: 1932 Sengio Alto, la Sisilla “Diretta” con Casetta; Baffelan, direttissima, parete est con Tita Casetta; Baffelan, pilastro nord-est con Casetta; Pasubio, Soglio Rosso, con Dal Prà e Baldi. 1933 Pasubio Soglio d’Uderle con Casetta e Colbertaldo; Pasubio, Soglio Rosso “direttissima” con Casetta: Fumante, Sibele, parete est con Soldà e Orsini. 1934 Sengio Alto, Cengio della Sisilla, con Sandri e Fornasa 1935 Sengio Alto, Sisilla “Via diretta Soldà” con Bortolo Sandri; Parete delle Sibele in cordata con Sandri. Volo di 20 metri di Carlesso che riportò ferite, fratture e contusioni varie, che hanno comportato una degenza in ospedale per due settimane.

Baffelan, direttissima Carlesso con Sandri. 1936 Baffelan, variante Carlesso con Menti e Sandri Baffelan direttissima Carlesso con Casetta Sibele, via Carlesso-Soldà, con Conforto 1937 Sengio Alto, Sisilla, diretta Soldà; Obante, Soglio dell’Inferno con Menti; A questa attività sulle Piccole Dolomiti, vanno abbinate altrettante ascensioni sulle Dolomiti, condividendo successi importanti con alpinisti della Valle dell’Agno e del Vicentino. Ha raccolto ampie soddisfazioni sulla Tofana di Roces, Lavaredo, Tre Cime e Civetta a ripetizione; il Cristallo e innumerevoli sul Gruppo del Brenta.

“Grande persona – lo ricorda l’emerito del Soccorso alpino, Bruno Pretto – ottimo alpinista, che bene può essere affiancato ai Soldà, a Sandri e Menti. Lo incontravo spesso in Marzotto dove lavorava con la qualifica di assistente. Nel 1934 con Bortolo Sandri ha conquistato la parete sud della Torre Trieste sul Civetta; mentre nel 1936 con Mario Menti vince la Torre Valgrande, parete nord ovest. Anche Nico Ceron, emerito e fondatore del Soccorso alpino, non esita definirlo “alpinista di spicco che ha fatto belle cose sia sulle Piccole Dolomiti e sia sulle grandi Dolomiti, con passione e forza di volontà. Tanto è vero che a 80 anni ha ripercorso la Direttissima degli Scoiattoli e la Direttissima Dimai sulle Cinque Torri”.

Franco Perlotto, scalatore, guida alpina e specialista in cooperazione internazionale, lo ritiene un grande, dotato di un intuito non comune. “L’ho incontrato al rifugio Lavaredo e ricordo che ogni mattina beveva un bicchiere di acqua tepida zuccherata. Ho avuto l’onore di scalare la parte più difficile della Direttissima Comici della Lavaredo. Non abbiamo completato la salita a causa di un violento acquazzone”.