Sofia Coppola col Leone d’Oro della 67a Mostra d’arte cinematografica di Venezia vinto per Somewhere
12/09/2010Un Marco Müller, direttore della mostra, in abito da curato di campagna in viaggio, apre la premiazione leggendo alcuni premi minori e poi quelli della sezione Orizzonti, vinta dal bello e duro " Verano de Goliat" di Nicolás Pereda una produzione messicana e canadese. Poi presenta la giuria e il suo presidente Quentin Tarantino che giura: «Tutti i premi sono stati dati all' unanimità», ma poi si scoprirà con un premio inventato al momento, il Leone d' Oro speciale per l'insieme dell'opera a Monte Hellman, che Tarantino come previsto aiuta gli amici ed Hellman ringrazia: «Me lo avete dato perché sono il regista più anziano in concorso, la prossima volta mi ucciderete».
Lo stesso Tarantino fa un lungo discorso per dire il nome del Leone d'Oro, Somewhere di Sofia Coppola e subito in sala si sprecano le imprecazioni. È una scelta che squalifica non solo la Mostra ma il cinema. Il film è piccolo piccolo, non ha molto da dire se non spiegare l'imbecillità provinciale della televisione italiana, ma non basta per un Leone d'Oro. Come a Cannes 2004 Tarantino mostra di ascoltare solo i propri interessi e le proprie amicizie, d'altra parte da uno che celebra gli spaghetti western a parte Sergio Leone, cosa ci si può aspettare?
Peccato, perchè fino agli ultimi due premi a Sofia Coppola e a Hellman tutto procedeva per il meglio. I due premi, per la regia e la sceneggiatura a un euforico Álex De La Iglesia per Balada triste de Trompeta, i due a Essential Killing di Jerzy Skolimowski, quello Speciale della giuria e la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a un Vincent Gallo vincent Gallo applauditissimo per non essersi presentato a ritirare il Premio (i ben informati dicono che, come al solito, era a mangiare da solo in un ristorantino vicino al palazzo del Cinema).
Inaspettata la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile ad Ariane Labed per Attenberg della greca Athina Rachel Tsangari, e dalla platea si è alzato qualche fischio. Molti si attendevano magari un italiano (era stata vista entrare Alba Rohrwacher), ma nessuno dei quattro film italiani ha avuto un premio .
Il premio Marcello Mastroianni ha premiato una giovane attrice emergente: Mila Kunis intensa protagonista del bel Black Swan di Darren Aronofsky. Solo una Osella per la migliore fotografia a Mikhail Krichman è andata al russo Ovsyanki (Silent Souls) di Aleksei Fedorchenko, il fim che fino a poco prima delle premiazioni era dato per vincente e che avrebbe sicuramente meritato il Leone d'Oro.© RIPRODUZIONE RISERVATA