mercoledì, 23 maggio 2012

Il Piovene per ragazzi 2010

Il Piovene per ragazzi 2010

Verso la cima, ritrovare il fascino della natura a pochi passi da casa

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Maristella Lunardon, 18 anni, frequenta il Brocchi di Bassano

12/10/2010Ho sempre creduto che per ritrovare me stessa sarebbe stato necessario un viaggio in un luogo remoto del mondo, dove niente e nessuno avesse potuto raggiungermi, magari uno di quei maestosi e ascetici monasteri ai piedi dell'Himalaya. Queste erano le mie convinzioni, fino a quando non ho intrapreso un'avventura molto più umile, ma che mi ha profondamente trasformato. Il mio viaggio è cominciato nel cuore di una notte estiva con un mio caro amico che come me vive a San Zeno, un paesino ai piedi delle Prealpi, nella provincia di Vicenza, dove strade trafficate si snodano tra i campi in cui tra aprile e maggio vengono coltivati i tanto rinomati asparagi bianchi, fonte d'orgoglio per tutta la comunità.

Un vero peccato quindi vedere come lentamente i campi vengano rimpiazzati da asfalto e cemento, lasciando ai vecchi contadini, ormai affaticati dalla vita, l'amarezza di vedere disperdere il loro antico e saldo sapere della terra che non sanno a chi tramandare.

Usciti di casa, zaino in spalla e scarponi ai piedi, io e il mio compagno attraversiamo questi luoghi e dopo pochi minuti di viaggio in automobile giungiamo a Romano d'Ezzelino; lasciamo la macchina nella zona di Romano alto e cominciamo la nostra scalata del massiccio del Grappa diretti a Cima Grappa. Nata come uno scommessa, l'idea di un'escursione nelle montagne della nostra infanzia ci sembrava un modo come un altro per trascorrere una giornata lontani da casa e con questo spirito cominciamo la salita, che dura fino al pomeriggio successivo. In questo tempo, possiamo apprezzare appieno l'atmosfera della montagna, che ci avvolge totalmente con l'oscurità e il silenzio degli imponenti alberi che ci sovrastano, una pace che ci lascia sbigottiti e affascinati e permette ai nostri pensieri di correre e saltare come i caprioli che di giorno popolano la parete di roccia al nostro fianco.

Ora però tutta la montagna dorme, ad eccezione dei rapaci notturni che ci accompagnano con i loro suoni. Dentro la mia testa, "fatal quiete" e "nulla eterno" si fanno strada: i versi di Foscolo affiorano tanto spontaneamente nel mio animo che rimango sbalordita dalla potenza esercitata su di me da questi abeti sfiorati dai primi raggi del giorno. Il sole, mostrando tutto il suo splendore, richiama intere famiglie nelle loro auto; queste sfrecciano via, indifferenti alle naturali gallerie di rami e foglie che la natura ha edificato, che si alternano ai dolci pendii verde smeraldo, punteggiati di bianco, giallo, viola e azzurro come un quadro impressionista, dove le mucche brucano pigramente l'erbetta soffice: davanti a questo spettacolo, mentre osservo i bambini sui sedili posteriori con gli occhi bassi sul loro gameboy, vengo presa da un viscerale desiderio di urlare a quelle persone tanto insofferenti di svegliarsi e aprire gli occhi, che il mondo è quello che c'è qui fuori e loro se lo stanno perdendo tutto!

Ma se mi lasciassi andare, probabilmente mi porterebbero in manicomio. Infine, verso sera giungiamo alla nostra meta, Cima Grappa, dove visitiamo il sacrario eretto da Mussolini in onore dei giovani morti nella Grande Guerra. Monumento per celebrare la gloriosa Italia, diceva lui; a mio parere, perpetuo ricordo della futilità della guerra. Passeggiando tra i bianchi mattoni, penso ai ragazzi morti, alle loro famiglie, alle loro esistenze. Spesso siamo tentati di fuggire da una vita che è fatica, sacrificio e ci opprime, senza però pensare alla fortuna che abbiamo a essere in questo meraviglioso mondo per cui quelle persone hanno dato tutto e che ora è calpestato.

Credo sia per questo che oggi dilagano malattie quali depressione e nevrosi: stiamo perdendo il legame con la natura e le tradizioni, parti essenziali del nostro essere. In questa giornata l'ho capito e mettendo in atto ciò che ho imparato sento la mia vita assumere significato e colore, lo stesso dei pendii fioriti, e mi auguro di non essere l'unica a pensarla così.



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