mercoledì, 23 maggio 2012

Palladio a Londra

Palladio a Londra

Cultura e arte per un mondo davvero migliore

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Amalia Sartori, presidente del Cisa

24/01/2009Nel salutare l'edizione londinese della mostra dedicata ad Andrea Palladio nel cinquecentesimo anniversario della sua nascita, ripenso al successo che questa esposizione ha avuto a Vicenza. Ripenso alle migliaia di persone che nelle ultime settimane della mostra vicentina hanno pazientato in fila all'aperto, in giornate in cui il termometro era costantemente sotto lo zero, pur di vedere i disegni di Andrea Palladio che ritornavano a Vicenza dopo secoli. È stato un omaggio che i visitatori della mostra a Vicenza hanno reso non solo al Palladio, ma anche a chi, da Inigo Jones in poi, in questi anni ha saputo custodire in maniera ammirevole questi documenti e disegni inestimabili. Un grazie sincero, dunque, "in primis " alle istituzioni britanniche e a tutti i donatori che hanno reso possibile e unica questa mostra.
Ma c'è un altro aspetto che mi ha colpito e fatto riflettere: anche in Europa si sono iniziati a sentire i duri colpi di una crisi economica di portata epocale: gli europei guardano con apprensione al futuro. Eppure a Vicenza, oltre novantacinquemila persone hanno speso volentieri i soldi del biglietto della mostra e fatto la coda al freddo, tantissimi hanno acquistato il catalogo che ha registrato, nonostante un prezzo sostenuto, vendite record per l'Italia. Credo che ciò sia un segnale importante: la cultura nei momenti di crisi e di difficoltà è un punto imprescindibile, è uno di quei valori a cui i cittadini guardano cercando certezza e consolazione.
Devo questa riflessione anche a un episodio della storia inglese che tanto mi colpì: quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, i capolavori della National Gallery di Londra furono trasferiti al sicuro nel Galles del Nord, ma nel 1942 si decise che ogni mese almeno un'opera doveva essere esposta al pubblico, da sola nelle gallerie del museo. Kenneth Clark, il direttore della National Gallery, dopo una sorta di sondaggio tra i cittadini, scelse il "Noli me tangere" di Tiziano, capolavoro del grande maestro veneziano, dipinto attorno al 1510, che fu così la prima opera, dal titolo e dal tema per altro più che significativi, che sfidò la violenza della guerra in una Londra devastata dai bombardamenti, ma non doma nel difendere la sua libertà e la democrazia.
Le cronache ci dicono che furono a migliaia i londinesi che vollero vedere il capolavoro di Tiziano, tramandandoci un messaggio di una bellezza e di un valore incredibile: l'arte, la cultura, possono e devono sfidare la barbarie, possono e devono aiutarci a superare i momenti di grande difficoltà.
A Vicenza, nella mostra dedicata dal Cisa ad Andrea Palladio, una grande scritta salutava i visitatori spiegando che l'esposizione narrava la storia di uomini che, pur vivendo in anni difficili e duri, avevano sempre mantenuto alta la speranza di rendere migliore il mondo e le città in cui vivevano attraverso l'arte e l'architettura.
Dalla Londra del 1942 con il Tiziano giungeva lo stesso messaggio che oggi, nel nome di Andrea Palladio, nella capitale inglese rilanciamo sperando che l'arte, la cultura e l'architettura possano aiutarci a superare i nostri anni difficili, superare questa grande crisi per affidare a coloro che abitano il futuro quello splendido passato che abbiamo ereditato e le cui testimonianze uomini lungimiranti e intelligenti, istituzioni prestigiose come il Royal Institute of British Architets e la Royal Accademy of Arts hanno saputo difendere con rara passione a tantissimo amore.
Amalia Sartori
Presidente del Centro
di Architettura Andrea Palladio