Il filobus unirà i poli est e ovest
02/12/2009
Un desiderio chiamato tram. La risposta all'emergenza ambientale incardinata dalle polveri sottili è la creazione di un innovativo sistema di trasporto pubblico locale. La giunta insiste per la realizzazione di una circolare elettrica intorno alla cinta muraria, ma soprattutto si è già candidata all'assegnazione di finanziamenti statali per dare vita a una rete elettrificata da Ca' Balbi alla stazione e dalla stazione a Ponte Alto: a quella rete si aggancerà il filobus su gomma. Nelle relazioni è stata battezzata "dorsale metropolitana".
Perché il sistema si regga, però, è necessario liberare la viabilità ordinaria dal traffico privato. In primo luogo il Comune si impegna a realizzare una serie di bretelle per aggirare frazioni e quartieri oggi tagliati in due dalle grandi direttrici viabilistiche. Sarà allora completata via Martiri delle Foibe, che diventerà la reale alternativa a viale della Pace. Interventi simili sono in arrivo anche a Polegge lungo la Marosticana, a est di Anconetta, a Saviabona per dribblare l'andirivieni da e per Cavazzale. Inoltre, viene prospettata una nuova viabilità sud tra i Ferrovieri e la Riviera Berica passando per una galleria sotto Monte Berico. Viale del Sole sarà interrato per ricucire Monte Crocetta e Maddalene con il villaggio della Produttività.
Il Pat prescrive la costruzione di nuovi parcheggi di interscambio, per intercettare il traffico privato alle porte della città e tramutarlo in traffico pubblico a limitate emissioni. Le aree individuate per i nuovi parking sono a Ponte Alto, a Vicenza est accanto al nuovo stadio, e in viale Ferrarin a supporto della cittadella sportiva. In centro l'obiettivo è togliere auto dalle strade e farle sostare in bacini ispirati al parking Verdi. Ne verranno costruiti all'ex Gil, sotto Campo Marzo verso viale Eretenio e sul lato sud della stazione.
Nel gioco dei "pieni" e dei "vuoti" un ruolo determinante, se adeguatamente alimentato, sarà affidato alla cosiddetta "armatura ambientale", che fa leva sui corridoi verdi dei colli, della Riviera Berica e Casale, di Gogna e S. Agostino, del fiume Astichello e - udite udite - del Dal Molin. Sì, perché il Pat lascia aperte tante porte e ne chiude poche. Uno dei numerosi bivi investe proprio il lato est del Dal Molin: aeroporto rinato o parco della pace? Se sarà trasformato in un parco, il traffico aereo sarà dirottato altrove. Ad esempio in una delle possibili piattaforme per eliporti ipotizzate vicino ai caselli di Vicenza est e ovest, oppure nel polo della sicurezza che sorgerà a Laghetto.