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02/12/2009Non sarà per sempre, come i diamanti, ma di sicuro il Pat inciderà su Vicenza per almeno le prossime due decadi. Basti ricordare le ultime grandi tappe della pianificazione urbanistica in città: il Piano regolatore generale, il cosiddetto "Piano Marconi", è datato 1958; la variante generale al Prg che va sotto il nome di "Piano Vianello" fu adottata nel 1979 ed entrò in vigore nel 1983. In mezzo tante varianti, spesso interventi spot, qualche volta disegni più complessi come il "Piano Coppa" ritagliato su misura per il centro storico.
Il Piano di assetto del territorio discende dalla legge regionale 11 del 2004, che introduce una netta cesura nelle modalità di programmazione dello sviluppo urbanistico nel Veneto, riscrivendo la concezione che informava i vecchi Piani regolatori: non più un unico documento capace di scendere nel dettaglio cartografico e normativo fino a ingessare un territorio per anni, talvolta senza riuscire a dare le risposte attese, come accaduto a Vicenza per numerosi piani particolareggiati rimasti incompiuti o addirittura lettera morta. L'art. 12 della legge urbanistica regionale consegna nelle mani delle amministrazioni comunali due strumenti: il primo è il Pat, il piano di assetto del territorio, a cui viene affidato il compito del disegno generale, dell'impianto strutturale; il secondo è il Pi, il piano degli interventi, incaricato di rendere operative le scelte strategiche. Schematizzando grossolanamente, il Pat è la teoria, il Pi è la pratica: il primo indica la direzione, il secondo fornisce i mezzi per raggiungere la meta, disciplinando ogni singolo intervento, pubblico o privato, e coordinandosi con il bilancio comunale e il programma delle opere pubbliche. Domani in consiglio comunale approderà una delibera che trasferisce le idee della città che verrà: per attuarle si dovrà attendere il momento del Piano degli interventi.
Il Pat à la Variati porta la firma dell'arch. Antonio Bortoli. È il capo del dipartimento Territorio il progettista del Pat, il braccio operativo che ha trasferito in norme tecniche gli indirizzi prodotti dalla giunta, e raccolti e difesi dall'assessore al territorio Francesca Lazzari. La gestazione sotto la guida Variati è durata un anno e mezzo: la giunta ha scelto di non gettare il lavoro avviato ai tempi della giunta Hüllweck sotto la regia tecnica del prof. Giovanni Crocioni, optando però per affidare l'opera alle risorse interne al Comune, senza incarichi esterni.