Sul torrente Timonchio è previsto un viadotto di attraversamento
11/01/2010La Pedemontana attraverserà la campagna, la zona industriale e la zona collinare di Malo e lambirà solo marginalmente il territorio comunale di Isola Vicentina, interessato solo da un'uscita di soccorso del tunnel e da alcuni interventi viari.
IL PASSAGGIO. È a Malo che il passaggio della superstrada lascerà il segno, con 2400 metri di tratto in superficie e 4300 metri in galleria. Negli espropri sono coinvolte circa 300 famiglie e una cinquantina di aziende, fra agricole e produttive. Numerose le osservazioni presentate in Regione dall'amministrazione comunale maladense, per ridurre l'impatto ambientale nell'area di Vallugana, dal notevole valore paesaggistico e anche quello viario determinato dalla bretella di collegamento fra la nuova arteria e l'ex statale 46.
Recentemente, l'amministrazione comunale ha chiesto alla Regione dei chiarimenti tecnici, riguardanti soprattutto la realizzazione dell'accesso al tunnel. Nel territorio infatti si sono diffuse notizie relative alla realizzazione del tunnel a partire dalle colline di Monte Palazzo e non da 250 metri prima della provinciale 46, come finora inteso.
« Siamo contrari all'ipotesi dello sbocco del tunnel nella collina di monte Palazzo, perché comprometterebbe una zona di valore ambientale già assoggettata ad inedificabilità assoluta - afferma Antonio Antoniazzi, sindaco di Malo. - Ribadiamo invece il sostegno alla soluzione del progetto preliminare con lo sbocco del tunnel interrato fino a circa 250 metri ad est della provinciale 46».
Riguardo il passaggio sui torrenti Leogra e Timonchio, gli amministratori ipotizzano che il viadotto che sorpassa il Timonchio possa avere una altezza dalle sponde degli argini di circa 4 metri e mezzo, oltre ad un metro e mezzo di struttura e di circa 3 metri di barriera acustica.
Per evitare una struttura così impattante è stato depositato un documento a Mestre, in cui si chiede che tutto il tratto di superstrada di pianura per una lunghezza di circa 2400 metri ricadente su Malo venga eseguito in trincea.
«La Pedemontana Veneta è un progetto che segnerà il futuro del territorio, il suo sviluppo, le sue potenzialità, il suo benessere. Contiamo di avere risposte positive alle nostre osservazioni», conclude il sindaco Antoniazzi.
Il Pd all'opposizione sta organizzando un'assemblea pubblica sull'argomento al cinema Aurora. Il suo collega di Isola, Massimo De Franceschi, guarda con ottimismo alla Pedemontana. Il progetto tocca marginalmente il suo territorio, interessato solo da uno sbocco di sicurezza del tunnel che passerà sotto l'azienda India di Malo e per altri brevisimmi tratti in Vallugana, dove una quarantina di famiglie sono coinvolte: «A carico della Pedemontana Veneta c'è la realizzazione del tratto di bretella dalla Capiterlina all'innesto della superstrada e la realizzazione di un nuovo ponte sulla Giara che sgraverà il traffico di S. Maria - commenta il sindaco De Franceschi. - Per la nostra comunità sono soluzioni positive».
VILLAVERLA. Appena giunta la notizia che è stato depositato il tracciato definitivo della Superstrada Pedemontana, il sindaco di Villaverla Egidio Bicego ha contattato la Provincia per avere maggiori ragguagli, soprattutto per conoscere il destino delle proposte di modifica fatte dalla sua Amministrazione. Bisognerà, attendere qualche giorno per avere un quadro completo.
Il sindaco Bicego , comunque, mette le mani avanti: se le attese dei Villaverlesi andassero deluse, s'impegna a lottare (c'è ancora un po' di margine) a difesa del territorio. "Villaverla è stata gravemente penalizzata nel tracciato iniziale – ricorda -, perché c'erano soluzioni sicuramente meno invasive per le abitazioni e per l'ambiente". Il Sindaco promette di stare all'erta, perché le richieste che ha fatto miravano solo a mitigare l'impatto: in particolare si chiedeva di prolungare il tratto in galleria artificiale e di superare il Timonchio passando sotto il letto del torrente, o almeno "a raso" (chiesto anche da Malo).
«È vero che la Legge Obiettivo permette di superare i dinieghi degli Enti locali – conclude -, ma chi vive a contatto del proprio territorio e lavora per i propri cittadini non può essere calpestato e umiliato: questo è accaduto al mio comune».
Mauro Sartori