martedì, 22 maggio 2012

L'oro dei Berici

L'oro dei Berici

Labirinto bandi Ma i consorzi escono più ricchi

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Un vigneto dei colli Berici

04/01/2011Strutture, apparati, dipendenti, direttori e presidenti. Tutti che ruotano attorno ai colli Berici, tutti a caccia di fondi che la Regione taglia anno dopo anno e l'Europa dà solo per progetti seri. A cominciare dalla distribuzione dei fondi legati al Piano di Sviluppo Rurale. Bandi pubblicati nell'agosto 2010 per accedere ai finanziamenti per la promozione delle etichette doc.
Nonostante tutto i consorzi resistono. Esiste il Consorzio dei Colli Berici, il Consorzio di Tutela dei vini vicentini, il Consorzio di tutela di Arcole (veronese ma che comprende cinque comuni della nostra provincia), poi esiste il Consorzio dell'Olio Berico-Euganeo. Poi il più noto "Vicenza È", consorzio di promozione turistica, la Strada del Vino (braccio operativo e associazione composta da enti e operatori). Non è tutto, perchè grande lavoro è svolto dal Consorzio Pro Loco dei Berici che fa capo alla Pro Nanto. In tutto decine di persone, presidenti e direttori esecutivi che hanno il compito di promuovere i prodotti tipici (soprattutto i vini doc) e lanciare il pacchetto turistico dei Berici. Ma con quali soldi?
La partita più grossa è legata al Gal Terra Berica (Gruppo Azione Locale) uno dei tanti organismi che ha però un compito specifico: raccogliere i progetti dei privati che possono partecipare ai bandi europei. Con i prossimi bandi, che verranno presentati tra qualche settimana, ci sono quasi un milione e mezzo euro di contributi a disposizione dei privati dei 22 comuni dei Berici, anche se i progetti vincitori saranno finanziati al 50%. Sarà un passaggio fondamentale per dare gambe alle idee.
Il resto dei soldi disponibili nel 2010 però sono già stati consegnati e i vicentini si sono infilati con azioni collegate al Psr (Piano di sviluppo rurale) ottenendo 300 mila euro. È il caso del Consorzio Colli Berici che davanti adesso ha 3 anni di programmazione per le 60 aziende vinicole consorziate.
Di soldi a disposizione ce n'erano ancora. L'Unione europea, attraverso la Regione metteva a disposizione bandi fino a 400 mila euro di finanziamenti su progetti che riguardavano la ricerca e la promozione dei vini. Il consorzio di Arcole (che punta soprattutto al Durello) e che comprende alcune delle cantine di Lonigo, Sossano, Alonte, Sarego e Orgiano, ha chiesto e ottenuto soldi. In terra veronese arriveranno 250 mila euro da spendere nei prossimi 18 mesi per la promozione delle Doc e le fiere internazionali come Bordeaux e Vinitaly. «Non eravamo pronti per i decreti attuativi del Psr e ci siamo concentrati su altre azioni - spiega Federico Tassoni, presidente del Consorzio Colli Berici - con questi 300 mila euro punteremo ai mercati di Usa e Cina per la promozione del Tai rosso. E non è cosa da poco considerato che è mancato il supporto di Provincia e Camera di commercio».
Dove finiscono i consorzi di tutela delle doc, iniziano le strutture per la promozione turistica. Su tutti l'esperienza di Vicenza È. Un bilancio da 794 mila euro, la gestione degli uffici Iat sparsi in provincia e 23 dipendenti. Vladimiro Riva è il consigliere delegato di una struttura che da sempre punta sui Berici ma che però deve fare i conti con la realta: «Quest'anno non abbiamo partecipato a nessun bando regionale. Perche? Dai sindaci non abbiamo trovato grande entusiasmo e in giro non vedo grandi idee». Tranne una, quella del sindaco di Orgiano, Marco Zecchinato, che sta lanciando il progetto dell'albergo diffuso, recuperando vecchi casolari per farli diventare alloggi per il pernottamento.
«L'idea è buona - spiega Riva - perchè non si può fare turismo senza strutture ricettive. Attenzione però: di turismo sui Berici si parla da anni, ma per vendere il prodotto "Berici" ci vogliono stutture e operatori (agenzie viaggio e alberghi) che vogliono investire. La programmazione turistica si fa con la gente del settore, non possiamo improvvisarci tutti esperti di turismo. I progetti e le idee non mancano ma sono inutili se non c'è un mercato in grado di raccogliere le proposte».



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