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12 dicembre 2018

Veneto

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16.12.2011

Privati in Bs-Pd «Valdastico nord È giunta l'ora»


 Piergiorgio Baita, presidente della Mantovani Spa
Piergiorgio Baita, presidente della Mantovani Spa

Piergiorgio Baita, presidente dell'impresa di costruzioni Mantovani Spa ha 10 minuti di orologio, tra un incontro e l'altro. La società è tra le prime imprese di costruzioni italiane per consistenza economico-finanziaria e prospettive di crescita.
Il nome dell'azienda è ricorrente nelle associazioni temporanee d'impresa che si sono aggiudicate importanti lavori: Passante e ospedale di Mestre, parco San Giuliano, nuovo ospedale di Thiene-Schio a Santorso, rigassificatore di Rovigo tanto per stare in Veneto. Il governatore Luca Zaia ha appena scelto la cordata d'imprese che progetterà la nuova Valsugana a pedaggio da Bassano a Pian dei Zocchi. Figura anche la Mantovani, che peraltro è ad un passo dall'ingresso nella compagine societaria della società autostradale Brescia-Padova con l'acquisizione delle quote della Provincia di Padova.
Presidente Baita, partiamo dalla Valsugana, il project financing è ancora una volta la strada per fare le opere?
È uno dei modi possibili per trovare soluzioni che altrimenti non ci sarebbero.
Nonostante il muso duro dei sindaci?
La Regione ha sempre tenuto in considerazione l'apporto dei primi cittadini. Basti pensare che la prima proposta di fattibilità di due anni fa cercava di rimanere aderente alla sinistra Brenta e prima di pronunciarsi la Regione ha sentito i sindaci i quali in maniera quasi unanime hanno optato per avere un itinerario autostradale.
Eppure un certo malcontento c'è, come vi muoverete?
Il project nella fase attuale è un semilavorato e c'è tutto il tempo per trovare il riequilibrio. L'aspetto irinunciabile è che però la nostra proposta s'inserisce in uno scenario ben preciso che è quello della Pedemontana e del traffico che arriverà dal casello di Bassano. Con la Pedemontana ci sarà sempre più gente che da Vicenza arriverà a Trento e quindi la nuova Valsugana s'inserisce in questo contesto di traffico destinato ad aumentare. Un itinerario delicato, sulla base del confronto spostato dall'altra parte del Brenta, buona parte in galleria.
Una ferita, dicono. Secondo lei?
Quando mi devo curare una carie sto male, ma poi passa, ma se non la curo è un guaio.
Quali le tappe?
La delibera Cipe secondo la tabella di marcia è prevista per metà 2012, a fine del prossimo anno l'aggiudicazione della concessione, preceduta prima dal riequilibrio del piano, poi dalla gara. Il vincitore farà il progetto definitivo che prima della benedizione dovrà passare per la Conferenza dei servizi. Ci sono come noto una serie di situazioni da discutere nei Comuni, ma ci sono tutte le sedi e gli strumenti per riequilibrare il piano.
Si andrà alle calende greche con la burocrazia?
Lo escluderei, ci inseriremo nella procedura prevista nel Decreto sviluppo sulla certezza dei tempi e dei processi, siamo fiduciosi.
Siete ad un passo dall'ingresso nella Brescia-Padova, ma la concessione autostradale è ad un passo dalla scadenza. Qual è l'interesse?
La proroga della concessione autostradale è legata al progetto definitivo della Valdastico nord e non è impossibile arrivare all'approvazione per la scadenza di dicembre 2013.
Ma c'è il solito macigno, il no di Dellai.
Ritengo sia giusto trovare una intesa con la Provincia autonoma di Trento.
Non ci si è riusciti per 40 anni, cambia qualcosa con il rafforzamento dei privati nella compagine societaria?
Un privato non ha vincoli politici, credo che per realizzare la Valdastico nord ci siano le soluzioni, le sedi per parlarne, soprattutto i modi.
Il presidente della Bs-Pd e della Provincia di Vicenza Attilio Schneck non è un principe del bon ton, lei cosa farebbe?
Non vorrei parlare di Schneck e comunque la questione non è quella dell'io vinco e tu perdi, oppure di fermarsi al proprio interesse e limitarla ad un'occasione di sviluppo di territori e Comuni del Vicentino. Bisogna dire a Trento: parliamone, le soluzioni ci sono.
A Dellai, così a tu-per-tu, cosa direbbe?
Dici no alla Valdastico perchè vuoi fare un dispetto a me o sei preoccupato per Trento? Allora se vuoi fare un dispetto a me chiudiamo qua e tanti saluti, ma se sei preoccupato che l'arteria impatti sulla città sono disponibile a trovare una soluzione.
Vada avanti
Io capisco che due autostrade che arrivano in centro a Trento non sono tollerabili e viene posta una condizione tecnica: Trento vuole un bypass, vuole che la Valdastico scarichi il traffico dopo la città, non sul tratto urbano dell'A22, altrimenti al posto di un'autostrada se ne trova due in casa. Allora il problema è attaccare la Valdastico dopo Trento e non prima. Io direi così a Dellai: lasciami studiare bene la questione, trovo due o tre alternative, te le porto e le valutiamo.
Ma se il no è anche ideologico, che succede?
Io parto dalla buona fede delle istituzioni. Il discorso da affrontare non è su "Valdastico sì" o "Valdastico no", ma su "Valdastico come". Solo così se ne esce.
Ne ha mai parlato con Dellai, lo conosce?
Certo che lo conosco, a Trento siamo tra l'altro incaricati della realizzazione della parte edilizia del Centro di Prontoterapia oncologica. Quanto alla Valdastico, con lui non ne ho parlato. Non tocca a me. (Per ora, ndr).

Roberta Bassan
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