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19 agosto 2017

Veneto

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12.05.2017

La Corte dei conti
spara 13 accuse
sulla Pedemontana

Il cantiere della Pedemontana nell’area tra Thiene e Breganze
Il cantiere della Pedemontana nell’area tra Thiene e Breganze

Di sicuro la prossima sarà la settimana decisiva per la Pedemontana veneta. La Regione si era data infatti metà maggio come termine massimo per la stipula del nuovo patto coi costruttori di Sis, e la consigliera regionale Cristina Guarda ha già segnalato che da giovedì 18, senza il saldo, saranno di fatto fuorilegge gli espropri di una tratta bassanese del cantiere: la svolta dev’esserci a giorni. In più ieri è arrivata una nuova bordata pesantissima del giudice Antonio Mezzera della Sezione centrale di controllo della Corte dei conti, inviata a tutto il Governo e ad Anas, Venezia, Soprintendenze, le Province vicentina e trevigiana, Sis, Cdp, Bei, a 38 Comuni, al comitato Covepa e all’associazione Parco delle rogge. Un documento che fa scrivere ai senatori Enrico Cappelletti (M5s) e Laura Puppato (Pd) rispettivamente che è «speriamo la stroncatura definitiva di una opera pubblica nata male da Galan e gestita peggio da Zaia» e che siamo al «game over: sarà danno erariale, manca l’ufficialità, ma l’intenzione di aprire la procedura è evidente». Stessi concetti da Andrea Zanoni (Pd).

TREDICI ACCUSE. Quella di Mezzera è formalmente una proroga dei termini che aveva dato a tutti i protagonisti per rispondere ai rilievi della Corte dei conti in novembre. Ma in realtà il magistrato riformula e appesantisce l’accusa indicando 13 punti a cui vuole risposta precisa. Primo: è «manifesto» il passaggio del rischio di mercato dell’opera alla Regione e non al privato, «in contraddizione con la ratio del ricorso alla finanza di progetto». Secondo, l’allora commissario Silvano Vernizzi aveva sostenuto che il traffico dopo il 2013 era in ripresa e sosteneva le previsioni di flussi di veicoli: Mezzera chiede come si concilia questo con i flussi di traffico nuovi, e ridotti, previsti ora dalla stessa Regione. Terzo: dopo sei anni il costruttore Sis non ha ancora trovato chi gli finanzia per oltre un miliardo l’opera e «il principio della buona fede contrattuale richiede l’acquisizione in tempi ragionevoli del finanziamento privato», inoltre non si sa quali siano le “somme a disposizione” e Mezzera vuole sapere «il valore totale delle garanzie a tutela della Regione in caso di inadempimento contrattuale». Quarto, con 300 milioni in più a Sis e il canone di disponibilità che verrà garantito ogni anno al privato, mentre i pedaggi li incassa la Regione, i nuovi conteggi incidono «su elementi sostanziali della convenzione originaria e tali da snaturare l’originario rapporto», è la frase di Mezzera che pare aprire così una superstrada al possibile ricorso del colosso Impregilo Salini, sconfitto in gara nel 2009.

I PUNTI OSCURI. Quinto, un punto delicato: per Mezzera dai verbali risulta chiaro che non si conteggiano più alcune opere complementari previste nel Trevigiano in un primo tempo, ma la spesa non è calata perché la Regione dice ci sono stati aumenti di costi, solo che non c’è «un quadro di tali compensazioni». Sesto, c’era un accordo di Sis con il Comune di Breganze per la viabilità complementare ma non se n’è fatto nulla. Settimo, anche il Comune di Povegliano «manifesta insoddisfazione» per il non finanziamento di opere. Ottavo: dove sono i controlli ha fatto il Ministero delle infrastrutture? Nono: Mezzera vuole sapere come mai su 174 milioni di euro per indennità di espropri concordate, siano stati pagati solo 43 milioni e risultino “pagabili” ma non pagati altri 64. Decimo, un punto sconcertante: il magistrato scrive che per il Ministero dell’ambiente la Pedemontana è ferma «alla fase progettuale a suo tempo approvata» e che attende «il progetto definitivo». Peraltro, ed è l’11° punto, lo stesso Ministero denuncia che con la fine della gestione commissariale non c’è stato il passaggio di consegne allo stesso Ministero per fare il punto della situazione ambientale. E c’è un’altra tegola: le Soprintendenze sostengono che il commissario Vernizzi ha approvato i progetti senza recepire bene le loro prescrizioni. Ultimo: Mezzera chiede i conti finali della contabilità speciale del commissario.

IL TERMINE. Mezzera fissa il 30 giugno per avere le risposte. Il comitato Covepa però, che è stato l’unico a dare notizia ieri del documento della Corte dei conti, ritiene che la Corte stia mettendo «la pietra tombale» alla «soluzione Zaia» per la prosecuzione dell’opera con Sis. La la Regione ha annunciato che risponderà anche prima del 30 giugno, a tutto.

Piero Erle
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