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19 novembre 2018

Veneto

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16.05.2018

Dormire in una botte? Si può
E anche sugli alberi

Un esempio di nuove strutture di ospitalità per turisti
Un esempio di nuove strutture di ospitalità per turisti

Tecnicamente è tutto pronto: classificazioni, dotazioni, requisiti igienici-sanitari, disposizioni di sicurezza. Ma il risultato è di tutt’altra natura: regalare emozioni nuove. Anzi, uniche. Come, per esempio, dormire una notte in una botte. Il massimo per un enoturista. Oppure in una grotta: sì, proprio piccoli e angusti alloggi realizzati in cavità naturali. O ancora: casette sugli alberi completamenti bio per guardare il mondo da un’altra prospettiva. Sono tutte opportunità da cogliere per chi vive di turismo. E non sono novità assolute. Trentino e Friuli Venezia Giulia già da tempo propongono queste esperienze. Il Veneto quindi risponde aprendo a questa fetta di mercato, sempre più sensibile, fantasiosa e soprattutto disposta a ben pagare. Lo fa creando nuove opportunità per gli imprenditori veneti, piccoli e grandi.

 

TURISMO E BUROCRAZIA. L’iter è stato lungo, ma ormai manca solo l’ultimo atto ufficiale. Nel Collegato del 2016 il Consiglio ha approvato queste particolari forme di fruizione turistica rispondendo a vocazioni territoriali del tutto particolari, ma vincolate fino ad ora: sì, perché era impossibile riuscire a far coincidere i consueti parametri richiesti per l’accoglienza turistica, pensiamo ad una camera di albergo, a uno di questi casi. Eppure sempre di accoglienza si tratta. Così i tecnici della Regione sono andati nello specifico, studiando caso per caso e valutando le linee guida utilizzate nelle altre Regione o in altri Stati. E così lo scorso gennaio la Commissione Terza del Consiglio regionale ha dato il primo via libera alla delibera della Giunta regionale che riguarda la possibilità di ospitare i turisti in vere e proprie casette sugli alberi, indicando tutti i sacri crismi, cioè i requisiti igienici-sanitari e di sicurezza, portandoli però a misura di “nido sull’albero”. La scorsa settimana è stata la volta degli alloggi ricavati dalle botti di vino. Ora quest’ultimo provvedimento tornerà in Giunta per l’approvazione definitiva prevista la prossima settimana. Le altre tre tipologie di strutture ricettive in ambienti naturali che il Veneto punta ad autorizzare sono gli alloggi galleggianti, le palafitte e le grotte: tutte forme di “turismo verde” che sono già diffuse in Europa.

 

LA PROSPETTIVA. È soddisfatto l’assessore al turismo, il trevigiano Federico Caner: «Da tempo stiamo lavorando su come valorizzare il turismo sostenibile creando nuove opportunità per far conoscere le meraviglie del Veneto che non sono solo Venezia o Verona. Insomma, il nostro obiettivo è spostare i flussi turistici su altri territori meno conosciuti, ma altrettanto attraenti sfruttando nicchie di turismo: ippovie, pedalate, cammini religiosi che di solito facevano tappa nei B&B. Ma adesso per esempio, per gli amanti dell’enoturismo si avvia una opportunità in più: consentendo loro di dormire in tutta sicurezza e comfort in una botte di vino in un’azienda produttrice. Sono appena tornato da quattro giorni a New York con la Fondazione Arena dove abbiamo incontrato tanti tour operator per vendere la terra di Venezia per chi ama l’arte. Ma è in forte crescita anche il turismo “slow“, quello delle emozioni che possono regalarti le grotte o le palafitte. Abbiamo solo aperto una strada. Se gli imprenditori veneti ci proporranno altre idee siamo pronte a coglierle». 

Cristina Giacomuzzo
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