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02 agosto 2015

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01.07.2011

Cariverona: assolto il presidente Biasi Cadute le accuse


 Il presidente Paolo Biasi
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VERONA
Ha accolto la sentenza di assoluzione, racconta chi era nell'aula del Tribunale di Teramo dove si teneva l'udienza, con un sorriso appena accennato nel quale ha racchiuso tutta la sua soddisfazione; ha stretto la mano ai due avvocati difensori e ha imboccato l'uscita. Nessuna foto, per sua espressa volontà, e soprattutto nessun commento o dichiarazione, anche se avrebbe potuto togliersi qualche sassolino. Ma è stato il modo migliore per festeggiare i 73 anni compiuti 15 giorni fa. Così Paolo Biasi, presidente della Fondazione Cariverona, ingegnere e titolare del gruppo Biasi (riscaldamento) ha superato l'ostacolo giudiziario che da mesi lo vedeva imputato a Teramo con l'accusa di bancarotta preferenziale. Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste al termine dell'inchiesta sul fallimento di una delle aziende del gruppo, la Bluterma di Colonnella (Teramo).
I giudici hanno emesso il verdetto al termine di una veloce camera di consiglio, dopo la richiesta di condanna a due anni di reclusione avanzata dal pm. Biasi, difeso dagli avvocati Antonio Franchini di Venezia e Mario Zanotti di Bologna, era accusato di aver distratto un capannone industriale del valore di 2,5 milioni dalla massa fallimentare - con danni per i creditori privilegiati, dipendenti compresi - attraverso la vendita dalla Bluterma ad altra società da lui controllata, la Biasi Spa.
La difesa ha sostenuto e dimostrato che l'azienda Bluterma in quel periodo non era in stato di insolvenza ma stava affrontando un piano di risanamento. Decisivo, nel ricostruire la la cadenza temporale dei fatti, il parere del consulente Luciano D'Amico. Tutti gli episodi contestati a Biasi dai magistrati di Teramo sono caduti: i giudici hanno deciso per l'assoluzione. Soddisfatto il sindaco Flavio Tosi: «Avevo già espresso le mie perplessità sull'inchiesta che riguardava aspetti di gestione e di economia aziendale della Bluterma nel periodo in cui non era più controllata dalla Biasi Spa e per la tempistica con cui, nel settembre scorso, erano state fatte trapelare le notizie di un'indagine in corso già da 2 anni proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici di Fondazione Cariverona. Per molti che saranno lieti per questa notizia, ce ne sarà forse qualcuno che masticherà amaro».
Un verdetto, quello di ieri, che a questo punto mette una seria ipoteca anche sull'altro procedimento, ancora aperto a Teramo e che riguarda l'altra società del gruppo, Bluradia, per ipotesi di reato molto simili. M.B.

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