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24 novembre 2017

Veneto

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18.01.2017 Tags: Don Andrea Contin , San Lazzaro , Padova , Sesso in canonica , parroco

C'era anche il padre
spirituale di Belen
alle orge in canonica

La chiesa di San Lazzaro, a Padova (foto Il Mattino di Padova)
La chiesa di San Lazzaro, a Padova (foto Il Mattino di Padova)

PADOVA. È una storia boccaccesca che pare senza fine quella delle orge in canonica organizzate da un prete padovano, don Andrea Contin, con parrocchiane e altri amici sacerdoti. Emerge ora dall’inchiesta che sono almeno nove le donne che avrebbero avuto rapporti sessuali con il religioso e con almeno un altro sacerdote: è stato lui a confessarlo, confermando agli investigatori di aver avuto incontri hard "a tre" - lui, l’amante del parroco, e quest’ultimo - in un’altra parrocchia della provincia di Padova. Si tratta, come riporta Il Mattino di Padova, di don Roberto Cavazzana, parroco di Carbonara, frazione di Rovolon, diventato noto nell’autunno 2013 per essere stato il padre spirituale della showgirl Belen Rodriguez quando aveva annunciato il matrimonio con Stefano De Martino. Alla fine don Roberto non aveva accettato di celebrare le nozze, evento a suo dire troppo mediatico e per il quale si sarebbe sentito a disagi, ma aveva comunque sempre accolto la coppia durante la preparazione prematrimoniale nella piccola canonica di paese.

 

Le nove donne state già sentite dai carabinieri e dal pm Roberto Piccione, e hanno ammesso gli incontri di sesso con don Andrea, nel frattempo allontanato dalla Curia. L’ex parroco resta per ora l’unico indagato, per violenza privata e sfruttamento della prostituzione. Violenza per le percosse che l’amante "preferita" - la 49enne che per prima ha vuotato il sacco - riceveva quando si rifiutava di aver rapporti con altri amici del parroco. La donna ha prodotto anche certificati medici e foto dei lividi riportati dopo le botte. Ha raccontato che inizialmente - si era nell’estate 2011 - si era innamorata di don Andrea, con il quale sognava di avere un rapporto esclusivo. Ma poi si sarebbe resa conto delle vere inclinazioni del prete, e ad un certo punto si è recata nella caserma dei Carabinieri, perché il rapporto si era fatto «troppo violento». Un aspetto che aveva a che vedere - ha verbalizzato la donna - anche con i rapporti sessuali estremi cui era costretta, nei quali il prete avrebbe usato sex toys, catene e altro. Oggetti trovati nella perquisizione effettuata dai Carabinieri nel dicembre scorso, che aveva fatto scoprire una stanza segreta in cui il "don" conservava giochi erotici, fruste e video hard nascosti dietro copertine dedicate alla storia dei Papi.

 

L’altra ipotesi investigativa, da cui deriverebbe l’accusa di sfruttamento della prostituzione, riguarda infine i soldi: i magistrati vogliono capire se don Andrea, amante degli hotel e dei ristoranti di lusso nei suoi week end in Croazia, a Roma o Cape d’Agde (Francia), si facesse pagare dagli amici che consumavano prestazioni sessuali con l’amica-amante.

Lo ha scritto in denuncia la donna, sostenendo che il parroco si sarebbe lasciato sfuggire in alcune occasioni che una cena o un soggiorno in hotel li aveva «pagati» lei stessa, andando in camera con l’amico di turno. Ma oltre alla 49enne, altre otto frequentatrici della parrocchia di don Andrea avrebbero confessato di aver preso parte alle orge. Don Andrea a volte vi partecipava, altre si limitato a guardare, riprendendo con una telecamera. Video e altri supporti informatici sono adesso all’esame dei consulenti della Procura. E la lista delle fedeli che varcavano la soglia della canonica con atteggiamento tutt’altro che pio potrebbe allungarsi. Nei prossimi giorni carabinieri e pm sentiranno infatti altre persone.

 

Incontri anche con trans. Nel frattempo dalla denuncia presentata ai carabinieri dall’ex amante di don Andrea Contin emergono nuovi particolari. Dalle quattro pagine di denuncia depositate dalla donna emerge che il parroco avrebbe avuto frequenti e costanti rapporti a pagamento con un transessuale, residente in provincia. A questo punto non è escluso che il pm che coordina l’indagine, Roberto Piccione, decida di sentire anche quest’ultimo nei prossimi giorni.

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