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12 dicembre 2018

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02.01.2012

Zamperini scagiona Mauri: «Combine? È soltanto un amico»


 Mauri durante Lazio-Genoa della scorsa Serie A, altra gara sospetta
Mauri durante Lazio-Genoa della scorsa Serie A, altra gara sospetta

CREMONA
Contraddizioni, affari veri o presunti, accuse e smentite. A cavallo della fine dell'anno non si placa il vento di bufera che scuote il mondo del calcio per effetto di Last Bet e degli ultimi strascichi legati alla scommessopoli italiana.
In particolare si segnala la testimonianza di Alessandro Zamperini, il «playboy» del calcio, il difensore cresciuto nella Lazio che ha vestito per ultima la maglia dei lettoni del Ventspils e che avrebbe escluso responsabilità in capo a Stefano Mauri sulla presunta combine di Lecce-Lazio del campionato scorso: «Ci siamo visti in un albergo ma non per combinare la gara. Lui è solo un vecchio amico», avrebbe spiegato Zamperini.
Comunque in carcere a Cremona è rimasto solamente Luigi Sartor, a cui non sono stati concessi gli arresti domiciliari. L'ex di Roma e Inter ha trascorso l'ultimo giorno dell'anno in cella, mentre Zamperini ha potuto tornare a casa.
Su Sartor dovrà arrivare entro dopodomani il parere del Gip Guido Salvini; il legale dell'ex difensore, Antonino Tuccari, aveva presentato istanza al tribunale del riesame già lo scorso 22 dicembre.
IL TERZO ROUND. Il terzo round di interrogatori riprenderà dopo l'interruzione di Capodanno: quello con Cristiano Doni è in programma l'11 gennaio mentre non è ancora stato fissato quello con Nicola Santoni, ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna e amico della bandiera atalantina.
Dopo il primo turno di interrogatori si fa ancora la conta dei «danni» provocati dalle parole di Carlo Gervasoni, ex Cremonese, Mantova e Piacenza. La sua confessione, da autentico pentito dell'inchiesta sul calcio malato, è stata una bomba, che ha arricchito di nomi, circostanze e fatti il già grande lavoro svolto dagli inquirenti. Gervasoni ha tirato in ballo Luciano, Pellissier e i fratelli Cossato (Chievo), Milanetto (Genoa), 6 giocatori del Bari, Ventola (ex Novara).
COMO E GROSSETO. Gervasoni ha quindi rivelato che il gruppo degli zingari voleva rilevare un club. «Tra i nomi che vennero fatti, di squadre ipoteticamente acquistabili», ha spiegato Gervasoni, «in relazione alle loro condizioni finanziarie precarie, ricordo quelli del Como e del Grosseto».
Sono emerse però contraddizioni. E se Gervasoni chiama in causa il centrocampista della Lazio Stefano Mauri, Zamperini lo scagiona.
Al procuratore, Zamperini ha raccontato che Hristian Hilievsky, uno dei capi dell'organizzazione degli zingari, «era interessato a combinare la partita tra il Lecce e la Lazio» e per questo lo raggiunse in un albergo di Lecce dove gli chiese di contattare giocatori della squadra pugliese. «È vero che conosco Mauri, che è mio amico fraterno e con il quale mi sento quasi quotidianamente. È anche vero che in occasione della trasferta della Lazio a Lecce l'ho incontrato brevemente nella reception dell'albergo che ospitava la Lazio di cui non so indicare il nome. Si è trattato comunque di un incontro di cortesia durante il quale non ho assolutamente trattato di argomenti riguardanti la manipolazione di partite di calcio».
L'inchiesta in tutti i casi si allarga a macchia d'olio e chiarisce pian piano l'intero quadro dello scandalo scommesse.
A Singapore risiedeva il cuore dell'organizzazione: da lì proveniva il denaro per la combine e veniva portato in Italia da emissari asiatici.
A questo punto toccava agli intermediari reclutare i giocatori e convincerli con denaro contante. Proprio l'attività che svolgeva, da quanto emerso, Carlo Gervasoni. Si pensi a esempio al caso di tentata corruzione del giocatore Vittorio Micolucci dell'Ascoli in occasione della gara contro il Novara (campionato di serie B della scorsa stagione).
Intanto si è attivata la giustizia sportiva con il procuratore Stefano Palazzi che dovrà accertare se siano stati compiuti illeciti. Entro l'estate dovrebbero arrivare, nel caso siano stati commessi illeciti, altre penalizzazioni e squalifiche.
REAZIONI A PIACENZA. E l'amministratore unico del Piacenza, Fabrizio Garilli, in un'intervista al sito internet della Stampa, commenta a sua volta le rivelazioni di Gervasoni.
Garilli è amareggiato e sorpreso in particolare per il coinvolgimento della sua squadra. «Quando entravo negli spogliatoio», rivela tra l'altro, «Gervasoni lo guardavo dritto negli occhi, non posso dimenticare la sua espressione. Mi sembrava a posto. Se ripasso mentalmente tutte le partite che ho visto, su Gervasoni non ho nulla da dire. Probabilmente io sono uno di quei presidenti tonti che non analizzano le cose. Da quello che so, tutto quello che hanno combinato è stato fatto ai danni del piacenza. Sono cornuto, mazziato e contento».
Sempre al sito della Stampa interviene anche Simone Guerra, attaccante del Piacenza ed ex compagno di squadra di Gervasoni. Erano entrambi in campo nella partita sotto inchiesta Atalanta-Piacenza del marzo scorso.
Guerra parla anche di Cassano, il portiere del Piacenza, il cui grado di coinvolgimento non è stato ancora accertato. «Non mi sono accorto di nulla, credevo di avere un bel gruppo, non ho notato nessun atteggiamento sospetto, per questo sono molto sorpreso.Su Cassano per il momento ci sono solo sospetti, non prove. Con lui avevo e ho un buon rapporto, è uno di quelli che mi ha aiutato a entrare nello spogliatoio. Rivedendo quei due rigori, e dopo aver letto che c'era l'accordo per tirarli centralmente, qualche sospetto perrò mi viene».

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Fermana
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26
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26
Imolese
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Feralpi Salò
25
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24
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23
Rimini
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Teramo
16
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15
Renate
15
Virtus Verona
13
Albinoleffe
11
Fano A.j. - Vis Pesaro
0-0
Albinoleffe - Sambenedettese
Feralpi Salò - Imolese
0-1
Fermana - U. Triestina
1-0
Giana Erminio - Renate
0-1
Gubbio - L.r. Vicenza Virtus
2-0
Ravenna - Virtus Verona
0-1
Rimini - Monza
1-0
Sudtirol - Ternana
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0-2

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