Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 maggio 2017

Sport

Chiudi

13.03.2017

«Il nostro futuro è in mano ai ragazzini dei vivai»

Fabio Coppo, direttore tecnico e sportivo dei Rangers. ARCHIVIO
Fabio Coppo, direttore tecnico e sportivo dei Rangers. ARCHIVIO

Alessandro Benigno

VICENZA

La primavera è alle porte e la poule salvezza dei Rangers è giunta ormai al giro di boa. È quindi tempo di primi bilanci in casa biancorossa e a farli è il direttore tecnico e sportivo Fabio Coppo. Il “super” dirigente, alla quarta stagione a Vicenza, declina competenza, esperienza ed energie tanto per la gestione tecnica dei seniores quanto per quella delle giovanili, che sono il suo vero pallino.

Del resto, dopo una carriera da giocatore ai massimi livelli del rugby italiano, Coppo è stato anche un allenatore di successo delle giovanili della Nazionale italiana. Ecco quindi spiegata la sua sensibilità per la crescita della linea verde, a suo avviso, e non solo, una condizione obbligatoria per ogni società che vuole garantirsi un futuro. E forse anche per il rugby italiano.

Coppo, dopo un inizio di stagione travagliato, il First XV di coach Rampazzo sembra aver trovato la propria strada.

«Sicuramente l'inizio è stato un po' difficile. Abbiamo pagato il rinnovamento della squadra con i diversi giovani che dovevano integrarsi in modo adeguato. In seguito abbiamo cambiato tipo di gioco, passando da un gioco più fisico a uno più di dinamico, veloce. È quindi servito un po' di tempo per metabolizzarlo. Ora stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro, che è stato intenso».

Quali sono state le difficoltà maggiori che avete dovuto fronteggiare?

«Di fatto siamo stati costretti ad affrontare la prima parte di stagione contando sulle risorse interne, sicuramente anche per circostanze finanziarie, senza poterci attivare sul mercato come abbiamo fatto, invece, nella seconda parte. Ha influito anche la vicenda Doglioli, che ha creato un po' di scompiglio e ha influenzato il nostro modo di giocare dovendo rinunciare a una pedina fondamentale. Siamo stati bravi a tramutare una criticità in un elemento di stimolo, anche per i più giovani che hanno espresso le loro potenzialità».

Cosa serve al Vicenza per conquistare la salvezza?

«Dobbiamo continuare a lavorare intensamente, perché ci troviamo in un girone equilibrato dove nulla è già scritto e a dimostrarlo sono i risultati altalenanti che emergono da tutti i campi ogni domenica. Da Natale abbiamo aumentato i carichi, aggiungendo la quarta seduta di allenamento e puntando anche sul lavoro tattico. Di sicuro i due validissimi innesti di mercato Dorogan e Carrio stanno facendo la differenza, insieme a un gioco più aperto, arioso, focalizzato sul mantenimento del possesso».

Non solo prima squadra: come procede la stagione dei cadetti?

«La nostra serie C ha conquistato il girone promozione e anche se non abbiamo velleità di fare il salto di categoria questa compagine sta dimostrando tutta la sua qualità ed è utilissima per permettere ai giovani usciti dalle giovanili, non ancora pronti per la serie A, di fare esperienza. In tutto i seniores possono contare su oltre quaranta giocatori e questo fatto è per noi motivo di orgoglio».

E quella delle giovanili?

«L'under 18 è seconda in classifica e ha perso una sola partita. Sta lavorando bene. Se una società vuole garantirsi un futuro deve lavorare sulla costruzione di un under 18 competitiva. Il nostro obiettivo è che l'anno prossimo possa cimentarsi nel girone Elite. L'under 16, invece, mette in campo due formazioni, l'una nel girone territoriale l'altra nel meritocratico, per un totale, solo per questa fascia d'età, di cinquanta ragazzi. Anche l'under 14 mette in campo due squadre e riesce a giocarsela con club rinomati come San Donà o Villorba. Fatti e numeri importanti che danno la misura dello spessore qualitativo del nostro settore giovanile su cui investiamo tanto. Con l'ausilio, oltretutto, di due strutture importanti come il Gobbato e la BpVi Arena siamo nelle condizioni di far crescere la nostra filiera verde nel migliore dei modi».

Secondo lei qual è lo stato di salute del rugby italiano?

«Vedo tanta buona volontà, disponibilità e persone che si impegnano. Ma purtroppo non basta. A mio avviso sta aumentando il gap tra il rugby italiano e quello europeo e lo dimostrano i risultati: le franchigie, Zebre e Benetton Treviso, faticano in Celtic League, le squadre di Eccellenza in Europa non decollano e l'Italia al Sei nazioni perde. Sono due le cose: o gli altri lavorano meglio o noi non facciamo abbastanza. Togliere risorse al campionato italiano per indirizzarle alle franchigie non si sta rivelando una scelta giusta. E come sistema dovremmo investire di più nel settore giovanile.

L'anno prossimo rimarrà a Vicenza?

«Spero proprio di sì, a questo ambiente mi sono affezionato. Ci sono tutte le condizioni per continuare a lavorare bene con un ottimo gruppo».

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

Serie B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Spal
78
Hellas Verona
74
Frosinone
74
Benevento
65
Perugia
65
Cittadella
63
Carpi
62
Spezia
60
Novara
56
Virtus Entella
54
Salernitana
54
Cesena
53
Bari
53
Brescia
50
Ascoli
49
Pro Vercelli
49
Ternana
49
Avellino
49
Trapani
44
Vicenza
41
Pisa
35
Latina
32
Ascoli - Ternana
1-2
Avellino - Latina
2-1
Brescia - Trapani
2-1
Carpi - Novara
2-0
Cesena - Hellas Verona
0-0
Frosinone - Pro Vercelli
2-1
Perugia - Salernitana
3-2
Pisa - Benevento
0-3
Spal - Bari
2-1
Vicenza - Spezia
0-1
Virtus Entella - Cittadella
4-1

Rugby

Tennis

Golf