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22 settembre 2018

Sport

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11.06.2018

Alla caccia del nuovo Coach, staff e atleti: ora ripartiamo da qui

Il direttore tecnico Fabio Coppo: ha fatto il punto sulla situazione del Rugby Vicenza. COLORFOTO
Il direttore tecnico Fabio Coppo: ha fatto il punto sulla situazione del Rugby Vicenza. COLORFOTO

Terminato il campionato, la dirigenza dei Rangers è pronta a mettersi al lavoro per programmare la prossima stagione. Non prima di trarre un bilancio su un’annata dall’andamento altalenante. A farlo è il direttore tecnico biancorosso Fabio Coppo. Coppo, che voto dà alla stagione della prima squadra? Due voti distinti: uno altissimo ai ragazzi che in ogni partita hanno sempre lottato fino alla fine, non facendo mancare mai il loro impegno. Uno basso, invece, al livello di gioco espresso. La rosa di quest’anno era potenzialmente molto forte, la società ha fatto un enorme sforzo economico d’investimento inserendo tre stranieri e giocatori con esperienze di livello superiore come Giovanni Cipriani e Mirco Bergamasco. Il fatto poi che non ci fossero retrocessioni permetteva di lavorare con molta serenità e in prospettiva futura. Invece la squadra non è cresciuta, se non in mischia. Si aspettava le dimissioni di coach Cipriani? Avete già individuato il suo sostituto? Le dimissioni di Cipriani hanno rappresentato un’inevitabile conclusione di una sua non capacità di gestire una serie A fatta di molte complessità tattiche e gestionali. Il fatto che desideri tornare ad allenare bambini è molto significativo. Non sono d’accordo, invece, con le sue affermazioni sul livello tecnico e tattico di serie A ed Eccellenza che lui considera basso. Anzi, forse proprio a causa di questo motivo, Stefano negli ultimi anni ha allenato in serie minori e si è trovato impreparato. Per l’anno prossimo stiamo valutando. Sicuramente il nuovo coach avrà una competizione più difficile da affrontare e dobbiamo iniziare a creare le basi per una continuità tecnica. Come vi state preparando alla prossima serie A? Per noi la stagione è iniziata il giorno dopo l’ultima partita di campionato. Stiamo lavorando per implementare la parte sportivo-organizzativa. Abbiamo individuato un nuovo preparatore atletico che sta facendo una serie di test fisici per strutturare l’off-season e abbiamo rafforzato il settore medico-fisioterapeutico per migliorare il recupero degli infortunati. E siamo alla ricerca di giocatori di valore da inserire nella rosa. Non solo prima squadra: che bilancio trae della serie C? La serie C1, ragazzi giovanissimi, è riuscita a mantenere la categoria esprimendo soprattutto nelle ultime partite un rugby molto apprezzabile. Inoltre quest’anno abbiamo sostenuto con tecnici e giocatori la serie C2 del Valchiampo, con risultati molto lusinghieri per lo sviluppo e il consolidamento del rugby in un altro territorio. Segnali importanti di crescita sono arrivati anche dalle giovanili. È soddisfatto? Le giovanili sono il core business della nostra società. L’U18 ha fatto un percorso di crescita impressionante, perdendo molte partite all’inizio stagione e vincendo tutto il girone di ritorno, sconfiggendo con sonori punteggi le altre squadre, segno che se lavori bene i risultati arrivano. In questa squadra, cito fra tutti Andrea Zambonin, titolare e punto di forza dell’Italia U18, che l’anno prossimo raggiungerà Franceschetto in Accademia nazionale. L’U16 sta lottando per il titolo regionale, dopo aver eliminato squadre più quotate come il Rovigo, ed esprimerà due convocati in Accademia federale di Treviso.
Le convocazioni nelle Accademie sono un buon indicatore del livello di competenza che riusciamo a trasmettere ai nostri giovani atleti e quindi alla qualità della nostra filiera di formazione. Quali sono i valori che cercate di trasmettere ai più giovani? Il senso di appartenenza e la cultura del lavoro. Sono due atteggiamenti fondamentali, due soft skills importanti. Racconto un aneddoto: quest’anno i due coach dell’U18, Dodo Tonello e Charlie Van Staaden, hanno regalato la cravatta della società a tutti i loro atleti e ad ogni partita il dress code era camicia e cravatta. Da quel momento non hanno più perso una partita, la cravatta è stata vincente, il senso di appartenenza è stato vincente. Mirco Bergamasco è stato il grande colpo dell'anno. Cosa vi ha portato in termini tecnici e d’immagine? Come mai non resterà a Vicenza? Mirco è stato un leader di esempio e professionalità e il nostro rapporto non si è interrotto. Con Mirco abbiamo un ottimo legame di amicizia, stima reciproca e progetti futuri. In questo momento ha solo scelto la Francia per conseguire il patentino di allenatore professionista. Le nostre strade si riuniranno. Il Rugby Vicenza si è sempre dimostrato sensibile alla formazione dei suoi educatori e al team building. Quali sono le iniziative in campo? Il senso di appartenenza e la cultura del lavoro si devono mutuare e proporre ad altri mondi. Serve a diffondere valori di un club che è attivo sul territorio da più di 40 anni. Con le iniziative di team building facciamo conoscere alle aziende del territorio i valori del rugby e della nostra società. Abbiamo costruito dei momenti di aggiornamento per tutte le società del territorio, aggiornamento sportivo organizzativo e valoriale, con allenatori nazionali e psicologi dello sport di altissima esperienza. La cultura di un club è un potente acceleratore di risultati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Renate
3
Fermana
3
U. Triestina
3
Pordenone
3
Monza
3
Sudtirol
3
Ravenna
1
Gubbio
1
Albinoleffe
1
Giana E.
1
Imolese
1
L.r. Vicenza Virtus
1
Rimini
0
Ternana
0
Fano A.j.
0
Feralpi Salò
0
Teramo
0
Virtusvecomp
0
Vis Pesaro
0
Sambenedettese
0
Fermana - Virtusvecomp
2-0
Gubbio - Ravenna
1-1
Imolese - Albinoleffe
0-0
L.r. Vicenza Virtus - Giana E.
0-0
Monza - Feralpi Salò
1-0
Pordenone - Fano A.j.
2-1
Sambenedettese - Renate
0-2
Sudtirol - Teramo
1-0
Ternana - Rimini
U. Triestina - Vis Pesaro
2-0

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