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12 dicembre 2018

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28.09.2012

Ciao, Gatto Luison Il cuore biancorosso batte per sempre

Tanti tifosi ed ex biancorossi per l'ultimo saluto a Franco Luison. FOTOSERVIZIO STELLA-DONOVAN CISCATO
Tanti tifosi ed ex biancorossi per l'ultimo saluto a Franco Luison. FOTOSERVIZIO STELLA-DONOVAN CISCATO

Bravo, anzi bravissimo tra i pali; saggio quanto fine amante della vita. Ieri, a Piazzola sul Brenta, è stato dato l'ultimo saluto a Franco Luison, l'ex portiere biancorosso che si è spento martedì, a 78 anni, dopo una malattia. Com'era prevedibile, al funerale hanno partecipato molte persone e tra queste tanti ex compagni di Luison, il “gatto”, com'era soprannominato. Sergio Campana, l'amico fraterno, Mario Maraschi “il giramondo”: erano quelli con cui Luison aveva legato di più. Con loro tanti altri. Adriano Bardin, Sergio Carantini, Marino Rossetti, Giorgio De Marchi, Gianfranco Volpato, Giancarlo Fusato: un bel pezzo di Lanerossi. Il passato e il presente. Anche una delegazione biancorossa, guidata dal direttore di gestione Andrea Fabris e da Enzo Ometto, ha partecipato al funerale. Daniele Martinelli, Davide Gavazzi, Luca Di Matteo, Nicola Rigoni e Mattia Minesso sono usciti dalla chiesa visibilmente commossi. «Esserci è il minimo che si possa fare per una bandiera com'è stato Luison» – ha detto il capitano. Il Vicenza, che domani affronterà al Menti il Grosseto, giocherà con il lutto al braccio. E prima della partita verrà osservato un minuto di silenzio. È stato Fabris a darne la comunicazione, sottolineando che «senza passato non si può guardare al futuro». Ecco il valore di chi si spegne. Durante l'omelia si è scoperto un altro Luison. Tutti lo ricordano, e ci mancherebbe, per le sue acrobazie, le sue uscite avventurose e i suoi tuffi, che l'hanno reso famoso e ammirato. Nel calcio ha saputo ritagliarsi un ruolo importante, con quella maglia a strisce biancorosse che l'ha visto protagonista dal 1953 al 1969, fatto salvo per le brevi parentesi al Rimini e alla Triestina. «Un uomo dal cuore buono, generoso» – le parole del parroco. «Lavorava mettendo tutta la sua passione. Possedeva una grande creatività. Nel fare le cose metteva la fantasia e tutta la sua genialità». L'avvocato Ugo Dal Lago, che quando Luison era il numero uno del Vicenza ricopriva il ruolo di accompagnatore, ha voluto parlare a nome della Nobile Provinciale. «Ringrazio Franco, perché ha reso gran parte della mia vita pervasa di felicità. L'ha saputa distribuire a tutti coloro che l'hanno conosciuto. Quando si arriva a Piazzola da Vicenza si legge che è la città di un eccezionale artista, Andrea Mantegna. Ma io credo che anche Franco Luison meriti tale titolo». È stata consegnata alla storia la rovesciata in cui si esibì sulla linea di porta per evitare un gol. Ma non è l'unico episodio da narrare. «Era l'ottobre del 1962, a Roma si giocava Lazio-Vicenza – ha raccontato Dal Lago –. Mi trovavo nella gradinata opposta al monte Mario e ascoltavo le recriminazioni e gli elogi dei tifosi laziali. Ad un certo punto, mancava un quarto d'ora alla fine, molti iniziarono a lasciare lo stadio, io cercai di trattenerli per l'ultimo scampolo di gara. Qualcuno disse che con quel gatto lì non c'era niente da fare, non si passava». Un altro episodio si lega alla partita col Torino, che vide vittorioso il Vicenza in trasferta. «Il Torino non accettava che una provinciale come il Vicenza lo battesse, così ricordo che ad un certo punto Bearzot partì dalla sua area e andò a colpire con un pugno Luison dalla rabbia». Metteva allegria Luison, una dote che troppo spesso viene ignorata oppure non viene sottolineata abbastanza. «Era spassionato e viveva con spensieratezza. Dopo gli allenamenti ci diceva: adesso vado a divertirmi. Era un compagnone» – è il ricordo di Gianfranco Volpato e Marino Rossetti. Confidava di avere qualche sogno al tempo? «Eravamo realisti. Per tutti era già un sogno giocare in A. Ogni tanto si ferma qualcuno, ora è toccato a lui». Mario Maraschi era molto amico del piccolo grande “gatto” biancorosso. «Campana, lui ed io formavamo un trio molto unito». Di nuovo l'allegria. «La sua simpatia era unica, travolgente. Quando andavamo a casa sua, a Gallio, ci mettevamo a tavola. Lui si vestiva da cuoco e ci serviva. Tra le tante doti che possedeva anche questa: cucinava molto bene». Fino a che non si è spento, Luison è stato lucido. «La moglie Nora si è presa amorevolmente cura di lui fino all'ultimo giorno. Franco aveva la passione delle carte, voleva sempre che andassi a giocare – ha ricordato il vicino di casa – ma non sono bravo con le carte». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Benedetti
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
32
Fermana
27
Ternana
26
U. Triestina
26
Vis Pesaro
26
Imolese
25
Feralpi Salò
25
L.r. Vicenza Virtus
24
Ravenna
23
Rimini
21
Monza
20
Sudtirol
19
Sambenedettese
18
Gubbio
17
Fano A.j.
16
Teramo
16
Giana Erminio
15
Renate
15
Virtus Verona
13
Albinoleffe
11
Fano A.j. - Vis Pesaro
0-0
Albinoleffe - Sambenedettese
Feralpi Salò - Imolese
0-1
Fermana - U. Triestina
1-0
Giana Erminio - Renate
0-1
Gubbio - L.r. Vicenza Virtus
2-0
Ravenna - Virtus Verona
0-1
Rimini - Monza
1-0
Sudtirol - Ternana
Teramo - Pordenone
0-2

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