22 gennaio 2019

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06.06.2013

Ciao Carantini, lo stopper da A

La formazione del Vicenza nella stagione 1966-67, nel periodo dei vent'anni di fila disputati in serie A: Carantini è l'ultimo a destra, in piedi
La formazione del Vicenza nella stagione 1966-67, nel periodo dei vent'anni di fila disputati in serie A: Carantini è l'ultimo a destra, in piedi

Ammainata una bandiera biancorossa. È morto ieri nel primo pomeriggio a 77 nni per un'emorragia cerebrale Sergio Carantini, il più vicentino dei veronesi. Aveva iniziato la sua carriera nel 1954 con la maglia gialloblu, rimanendo nella sua città d'origine per tre campionati e disputando le sue prime 5 partite da professionista in serie B. Poi per Carantini il trasferimento al Venezia: 163 presenze in neroverde e promozione in serie A nel 1961, prima di concludere il suo personale "giro del Veneto" approdando al Lanerossi Vicenza nel 1963. L'esordio al Menti il 15 settembre, con il numero 5 sulla schiena, in una partita contro il Torino terminata 1-1. Da quel momento, quella biancorossa con la "Erre" sul petto fu la sua unica maglia per nove campionati e 248 partite. Nemmeno un gol segnato, ma non era certo il suo mestiere: quella di Carantini è stata una carriera da marcatore implacabile, a ringhiare sulle caviglie degli attaccanti avversari, inesauribile diga spesso in coppia con Mario Calosi. Nel 1972, una volta appese le scarpe al chiodo, Carantini rimase a Vicenza e per due stagioni fu allenatore del Malo in serie D, all'epoca quarta categoria dopo la A, la B e la C. Lo ricorda bene l'allora dirigente nerostellato Antonio Marchioro: «Subentrò dopo poche partite rilevando la squadra ultima e da allenatore-giocatore ci portò entusiasmo e bel gioco, conquistando alla fine uno straordinario sesto posto. In casa alla domenica venivano anche duemila spettatori - racconta - per coincidenza Malo lo piange oggi assieme a Guido Grendele: un altro giocatore che ha fatto la nostra storia negli anni Cinquanta e Sessanta ed è venuto a mancare». Nel frattempo Carantini aveva avviato in centro a Vicenza un negozio di abbigliamento per bambini con la moglie Norma. Un'attività che, come spiega l'ex compagno Gigi Menti, mette bene in luce la sua vera natura: «Tanto ruvido e combattivo era in campo, tanto elegante e gentile fuori - racconta - ogni volta che ci incontravamo dal macellaio sotto casa sua, a Porta Padova, mi salutava con calore. Mi sembra impossibile che sia morto, era così energico e vitale». C'è un aneddoto che Menti ricorda con particolare affetto: «Una volta stavamo vincendo contro il Cagliari 1-0. Poi io persi malamente un pallone tentando un dribbling a metà campo, feci fallo e dalla punizione nacque il gol del pareggio. Rientrando negli spogliatoi per l'intervallo, sentii qualcuno darmi un calcione nel sedere: era Carantini, arrabbiatissimo per quel gol. Ci teneva tanto al Vicenza, prendere una rete per un errore così lo considerava un disonore». Commosso il ricordo di Giulio Savoini: «Sergio era un difensore vecchia scuola, la nostra scuola - dice - guai a mollare l'attaccante avversario, a costo di dover correre come un matto per tutta la gara». L'amico di una vita, Gianni Chimetto, porta nel cuore anni di esperienze condivise con la grande passione per il calcio: «Lo conobbi da giocatore, l'ho seguito da allenatore a Malo, e non ci siamo mai lasciati - racconta - a fine anni Settanta volle essere con me in un'iniziativa che precorreva i tempi e giocò nello Sporting Club, la società che fondai, la prima a praticare il calcio a cinque a Vicenza. Mi mancheranno i suoi scherzi e la sua generosità». Una generosità che Carantini ha dimostrato anche con la decisione di donare gli organi. Per i tempi richiesti dalle pratiche necessarie in questi casi non è ancora stata definita la data dei funerali, che potrebbero tenersi sabato. La redazione sportiva del Giornale di Vicenza partecipa al lutto della moglie, del figlio e di tutta la famiglia. Tanti dei gol che lo hanno affossato in serie C il Vicenza non li avrebbe presi con uno come lui in campo. Sergio Carantini è stato uno stopper di quelli che quando ti si appiccivano addosso non te ne liberavi più. Se n'è andato ieri Sergio, protagonista del fulgido periodo della Nobile Provinciale tra gli anni Sessanta e Settanta: 9 campionati in serie A con la maglia biancorossa, una colonna della difesa di una squadra che sapeva battere il Milan e la Juventus, altro che farsi condannare alla retrocessione in terza serie, con tutto il rispetto, dal Lanciano e dal Cittadella. Carantini è uscito di scena all'improvviso, commemorato anche dal sito internet del suo Vicenza. Arrivò proprio nell'anno, il 1963, in cui il senatore Delio Giacometti subentrò alla presidenza del club di via Schio all'ingegner Piero Maltauro, L'allenatore era Manlio Scopigno, il “filosofo” che guidò allo scudetto il Cagliari di Riva. Ecco, Riva, Sivori, Altafini: erano questi gli attaccanti che gli toccava marcare, ma Sergio Carantini aveva spesso la meglio, magari usando le maniere forti, ma in modo furbo. Una sola espulsione in tutta la carriera e neppure un gol segnato, anzi uno, ma un autogol come amava ricordare con un sorriso.

Francesco Guiotto
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
43
U. Triestina
35
Fermana
34
Imolese
32
Ravenna
31
Ternana
30
L.r. Vicenza Virtus
30
Sambenedettese
30
Vis Pesaro
29
Monza
29
Sudtirol
28
Feralpi Salò
28
Gubbio
24
Teramo
23
Fano A.j.
23
Rimini
22
Renate
21
Virtus Verona
19
Albinoleffe
18
Giana Erminio
18
Fermana - Feralpi Salò
1-0
Gubbio - Vis Pesaro
1-0
Imolese - Giana Erminio
5-0
L.r. Vicenza Virtus - Renate
1-1
Monza - Virtus Verona
1-0
Pordenone - Albinoleffe
1-0
Sambenedettese - Teramo
2-1
Sudtirol - Ravenna
1-1
Ternana - Fano A.j.
0-1
U. Triestina - Rimini
2-0

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