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17 novembre 2018

Sport

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22.03.2013

Caravani e la staffetta

Tre fasi della gara del vicentino Luciano Caravani alle Universiadi di Città del Messico, nel 1979
Tre fasi della gara del vicentino Luciano Caravani alle Universiadi di Città del Messico, nel 1979

«Un pugno nello stomaco». Così Luciano Caravani, vicentino di Piovene Rocchette, oggi 60enne, olimpionico di Montreal 1976 e con una carriera decennale nello sprint azzurro fatta di grandi successi e record, ha accolto la notizia della scomparsa di Pietro Mennea. Con il campione barlettano Caravani ha moltissimi ricordi, record e risultati, praticamente tutta la vita atletica. A Città del Messico ad esempio, nelle Universiadi del 1979 quando Mennea siglò quel fantastico record mondiale di 19”72 caduto soltanto 17 anni più tardi nel 1996 ad Atlanta per opera di Michael Johnson. In quell'occasione il record mise in ombra la vittoria della staffetta azzurra di 38”42, record europeo, con Caravani in prima frazione quindi Grazioli, Lazzer e Mennea. A Città del Messico Caravani ottenne pure il proprio record sui 100 piani in 10”23 con Mennea ancora vincitore con l'attuale imbattuto record italiano di 10”01. Azzurro con 34 presenze in nazionale , Caravani ha partecipato alle olimpiadi del 1976 a Montreal ed a 5 campionati europei. È stato campione italiano assoluto nei 100 e per 3 volte con la staffetta 4x100. Caravani è ricordato soprattutto per aver messo fine, dopo un quadriennio, all'imbattibilità di Mennea a livello nazionale sui 100 metri. «Non l'ho sentito intervenire in occasione dei recenti europei al coperto – spiega Caravani – per cui ho immaginato qualcosa di grave ma non pensavo ad un epilogo così repentino». Lei ha vissuto 10 anni di sport con Pietro Mennea, ci dice com'era? «Un carattere difficile con cui convivere ma anche un atleta che sapeva il fatto suo. Ricordo che lui non beveva neppure l'acqua gasata ed il suo menu era fatto di prosciutto cotto e riso in bianco. È stata la leggenda dell'atletica e dello sport italiano del tempo che ci ha trasformato in popolo di santi, poeti, navigatori… e velocisti». Cos'aveva Mennea più degli altri? «Una facilità di corsa straordinaria ed una determinazione altrettanto non comune. I record e le vittorie sulle piste di tutto il mondo sono frutto di una sua pianificazione maniacale e del rapporto anche se a volte conflittuale con il tecnico Vittori». Oggi c'è qualcuno che potrebbe seguirne le orme? «Michael Tumi è un bel campione ma i 200 metri non sono terreno adatto ai suoi mezzi e Matteo Galvan che pure ha vinto i titoli italiani sui 100, 200 e 400 piani, non è uno sprinter puro come Mennea. Dopo di lui non ne ho più visti di sprinter così eclettici (dai 100 ai 400 metri) nel panorama italiano». Cosa ricorda in particolare del campione barlettano? «Correre contro Mennea significava gareggiare in un contesto di valore mondiale ed un argento alle spalle di Mennea, per me praticamente eterno secondo, valeva più di una vittoria in una finale senza il campione di Barletta». Che eredità lascia ai giovani Pietro Mennea? «Quella che con il sacrificio si arriva al risultato. Mennea ha disputato 5 olimpiadi ed ha conseguito 3 lauree. Le doti naturali sicuramente gli hanno spianato la strada ma per i record ha dovuto lavorare duramente».

Giancarlo Marchetto
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
U. Triestina
20
Fermana
20
L.r. Vicenza Virtus
19
Pordenone
19
Ternana
18
Feralpi Salò
18
Imolese
17
Vis Pesaro
16
Ravenna
16
Sudtirol
15
Monza
15
Teramo
14
Giana Erminio
11
Gubbio
11
Rimini
11
Fano A.j.
9
Sambenedettese
8
Renate
8
Albinoleffe
7
Virtus Verona
7
Fano A.j. - Ravenna
1-1
Feralpi Salò - Virtus Verona
1-1
Giana Erminio - Sudtirol
0-0
L.r. Vicenza Virtus - Sambenedettese
1-0
Pordenone - U. Triestina
1-2
Renate - Imolese
1-0
Rimini - Fermana
2-0
Teramo - Albinoleffe
2-2
Ternana - Gubbio
3-0
Vis Pesaro - Monza
1-1

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