22 marzo 2019

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02.01.2019

«La Juve, Del Piero e il mio Cartigliano da salvare»

Alessandro Ferronato, 45 anni, è l’allenatore del Cartigliano dei miracoli. Promosso dall’Eccellenza si sta meritando la salvezza in serie D
Alessandro Ferronato, 45 anni, è l’allenatore del Cartigliano dei miracoli. Promosso dall’Eccellenza si sta meritando la salvezza in serie D

Alex Iuliano È stato il capitano di Alessandro Del Piero alla Juventus, ha giocato insieme a Sergio Pellissier e adesso, nel poco tempo libero che gli rimane quando non allena il suo Cartigliano in Serie D, condivide lo spogliatoio degli amatori del GV Conte con Simone Tiribocchi. Insomma, il calcio non è uno sport estremo ma di certo ad Alessandro Ferronato, 45 anni, bassanese di nascita ma cartiglianese d’adozione, non sono mancate emozioni forti sul terreno di gioco prima e sulla panchina adesso. Una carriera da giocatore iniziata come giovane promessa nella Juventus, con cui ha vinto ad inizio anni ’90 il Torneo di Viareggio insieme a quella che sarebbe diventata la bandiera dei bianconeri: Alex Del Piero. Poi, restando in tema di attaccamento alla maglia, sono arrivate quattro stagioni ed un campionato vinto in Serie C con il Varese prima di diventare un emblema del Padova dal 2000 al 2003, mettendo in bacheca un altro campionato di Serie C2 e due stagioni da protagonista nel centrocampo patavino. Si ricordano bene di Ferronato a Belluno, Este, Treviso e poi nel Vicentino: due anni al Real Vicenza, dove ha vinto l’Eccellenza e sfiorato la Lega Pro, concludendo la carriera da giocatore a Sarcedo con l’ennesimo primo posto in Promozione nel 2014 all’età di 41 anni. Nemmeno il tempo di appendere gli scarpini al chiodo che arriva la chiamata del Cartigliano e qui inizia un’altra storia di successi: due campionati e due coppe regionali vinti, con l’incredibile approdo in Serie D dei biancazzurri. Alessandro Ferronato è uno dei segreti di quello che molti hanno ribattezzato “il Leicester del Brenta” e, fra un allenamento ed una partitella, siamo riusciti a farci raccontare di più sul suo passato e sul 2019 del Cartigliano. Com’è nata la voglia di diventare allenatore? «Quando giocavo a Belluno si presentò l’occasione di conseguire il patentino e mi dissi: “Prendi l’arte e mettila da parte, non si sa mai”. Appena smisi di giocare a Sarcedo, il Cartigliano mi propose di costruire insieme qualcosa di importante e non seppi resistere alla tentazione». Quali sono gli allenatori a cui si ispira? «Ne ho avuti molti: da Mario Beretta a Franco Varrella, vice di Arrigo Sacchi. Ma devo molto ad Antonio Andreucci, attuale mister del Campodarsego. Mi ha aiutato ed insegnato tanto, in campo e fuori». Nella sua carriera da giocatore, ci sono rimpianti? «Non ho rimpianti né rimorsi: penso di aver ottenuto ciò che meritavo. Ho giocato con grandi campioni, ma se non sono arrivato in Serie B o in Serie A è perché quei traguardi erano fuori dalla mia portata. Rimpianti li deve avere chi non ha dato il massimo. Io ce l’ho messa tutta e sono felice della mia carriera». Quali sono stati i momenti più difficili da uomo di calcio? «Quando sei giocatore vivi le difficoltà e le sconfitte in modo diverso, forse perché ti sfoghi sul campo. Da allenatore sicuramente il primo anno in Eccellenza: abbiamo inanellato una lunga serie di ko ad inizio stagione, ma la società mi è stata sempre vicina». Ci sono amici nel mondo del calcio? «Sì, anche se pochi. Io ho vissuto diversi momenti delicati, anche nella sfera personale, e sono poche le persone che ti ritrovi vicino in quei frangenti. Sebbene abbia una passione sconfinata, metto sempre il calcio dopo la famiglia: è lì che ci sono i veri affetti». A proposito di famiglia: lei ha due figli. Vogliono seguire le orme del papà? «Pietro lo fa già: gioca nella Juniores del Rosà ed è una bella lotta fra noi due per stabilire chi è il più “fanatico di calcio”. Invece Sara, che ha 15 anni, è una ballerina classica». Oltre al calcio, quali sono i suoi hobbies? «Non ne ho perché se non alleno, gioco. Se non gioco, guardo tutte le partite su Wyscout». Alla fine del girone d’andata, come giudica il cammino del Cartigliano? «Siamo dei neofiti per la categoria, quindi darei un voto alto a tutti i giocatori ed alla società. Ci manca ancora qualcosa, ma il gruppo è forte e dal mercato potrebbe arrivare un altro rinforzo. Il 2019 sarà ancora più difficile, però vogliamo salvarci e faremo l’impossibile per riuscirci». Qual è la squadra che l’ha impressionata di più? «L’Adriese». Qual è stata la vostra vittoria più bella in stagione? «Sicuramente il derby vinto contro l’Arzignano, ma anche contro il Belluno abbiamo giocato molto bene». Un desiderio per l’anno nuovo? «Salvarci. Sono sicuro che possiamo farcela e, nonostante tutte le vittorie ottenute in carriera, questa sarebbe la soddisfazione più grande». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Iuliano
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
62
U. Triestina
54
Feralpi Salò
51
Imolese
50
Sudtirol
49
Monza
48
Ravenna
48
Fermana
43
L.r. Vicenza Virtus
40
Sambenedettese
40
Vis Pesaro
35
Ternana
35
Teramo
34
Gubbio
34
Giana Erminio
33
Albinoleffe
32
Renate
32
Rimini
32
Virtus Verona
32
Fano A.j.
29
Fano A.j. - Fermana
Feralpi Salò - Sambenedettese
1-1
Giana Erminio - Gubbio
4-0
L.r. Vicenza Virtus - U. Triestina
0-2
Pordenone - Monza
1-1
Renate - Albinoleffe
0-1
Rimini - Ravenna
0-1
Teramo - Virtus Verona
1-2
Ternana - Imolese
0-3
Vis Pesaro - Sudtirol
0-1