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11 dicembre 2018

Sport

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21.11.2018

L’attacco non va proprio Rigodanzo e Ibe addio?

Uno dei tanti palloni alti lanciati verso il troppo isolato OdogwuAltra occasione per il centravanti arzignanese nel derby col Cartigliano
Uno dei tanti palloni alti lanciati verso il troppo isolato OdogwuAltra occasione per il centravanti arzignanese nel derby col Cartigliano

Stefano Gobetti ARZIGNANO «Voglio senza dubbio più concentrazione da parte dei ragazzi, più applicazione, più determinazione! Se tiriamo fuori queste qualità solo in un tempo di gioco o quando ci troviamo in svantaggio, succederà presto che la pagheremo cara! Non mi piace vedere una squadra che “pensa di essere brava»: noi diamo l’impressione di pensare di essere dei fenomeni, quando in realtà non lo siamo affatto. Voglio piedi per terra e umiltà. Dobbiamo essere più uniti, ed aiutarci l’un l’altro con fame, grinta e voglia di conquistare qualcosa di importante tutti insieme». Parole del presidente Lino Chilese ma non pronunciate ieri, risalgono ad un mese fa. Alla sfuriata dopo la sofferta vittoria in casa del San Giorgio che qualche perplessità l’aveva lasciata. I due successi consecutivi seguenti, pur striminziti nel punteggio, avevano rasserenato gli animi in casa gialloceleste, animi che sono ritornati agitati dopo il magro raccolto dell’ultima settimana fatta di tre partite: un solo punto e due capitomboli consecutivi in casa che hanno fatto ripiombare la truppa di Di Donato nello stesso clima di dieci giorni fa. UMILTA’ E SACRIFICIO. Sono le due parole chiave individuate dal ds Serafini per superare questo momento-no. Al di là degli schemi, al di là degli uomini. E d’altra parte se un Cartigliano mezzo incerottato viene a fare un figurone al Dal Molin (portiere Pellanda compreso, per carità, ma è lì per parare ed era un 2001 alla prima gara da titolare), vuol dire che i ragazzi di Di Donato sono mancati proprio nella voglia di vincere e nella volontà di sacrificarsi per la causa. I biancoazzurri hanno invece messo in campo proprie le caratteristiche invocate da Serafini e sono riusciti a colmare il grande gap tecnico esistente. Una frase ha colpito nel mesto commento dopo gara del ds: «Contro di noi i difensori centrali avversari fanno sempre un figurone!». Impressione assolutamente corretta che fa pensare che qualcosa non va nel modo di attaccare dell’Arzignano: troppi palloni lanciati alti verso l’area, pochi spunti nel saltare l’uomo per vie centrali. RIMASTI AL PALO. Poi si sa, quando non gira non gira. A Belluno il palo l’aveva timbrato Lombardi, nel derby Valenti, peraltro a gara già virtualmente chiusa. Ma, a parte i legni nemici, è tutto l’attacco gialloceleste a lasciare a desiderare e non certamente da oggi. Onestamente non si può pensare di fare l’anti-Adriese se si sono segnati la metà (29 a 15) dei gol dei polesani e il solo Marangon ha segnato quasi come tutto l’Arzi. Quello gialloceleste l’anno scorso era stato il miglior attacco del girone: tanti ne prendeva ma ancora di più ne segnava, in un vero spirito zemaniano (anche troppo alle volte). La situazione di oggi dice che nelle ultime 5 gare l’Arzi ha infilato in rete solo tre palloni, tanti quanti l’Adriese contro il Bolzano domenica: un colpo di testa del difensore centrale Bigolin in sganciamento offensivo, una perla di Fracaro che sulla carta non sarebbe neanche titolare sicuro e un gollonzo di Maldonado che voleva crossare. Per il resto tanti sprechi e tanta imprecisione. LA LISTA DELLA SPESA. Urge dunque ricorrere al mercato di riparazione che si aprirà tra dieci giorni. L’anno scorso arrivarono 4-5 giocatori nuovi e quest’anno non saranno di meno. Intanto serve qualche 2000 in più, per esempio un terzino destro per dare il cambio a Spaltro visto che Rigodanzo, finora mai impiegato, è in procinto di ritornare a Montecchio. Poi serve una punta centrale che possa sostituire un Odogwu generoso ma spuntato e un esterno d’attacco: probabile il taglio di Ibe, ancora troppo acerbo per il ruolo, e in bilico Lombardi che, pur giocando non in modo continuativo, ha reso meno del previsto. Infine serve un vice Maldonado a centrocampo: Burato quando è stato impiegato non ha convinto. E poi si spera scocchi la scintilla invocata dal tecnico Di Donato: un terzo di campionato è andato e perdere altro terreno non si può DIMISSIONI. Intanto si è dimesso l’allenatore del Tamai, Luca Saccon.

Stefano Gobetti
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Serie C - Girone B

CLASSIFICHE
RISULTATI
Pordenone
29
Ternana
26
U. Triestina
26
Vis Pesaro
25
Feralpi Salò
25
L.r. Vicenza Virtus
24
Fermana
24
Ravenna
23
Imolese
22
Monza
20
Sudtirol
19
Sambenedettese
18
Rimini
18
Gubbio
17
Teramo
16
Fano A.j.
15
Giana Erminio
15
Renate
12
Albinoleffe
11
Virtus Verona
10
Fano A.j. - Vis Pesaro
Albinoleffe - Sambenedettese
Feralpi Salò - Imolese
Fermana - U. Triestina
Giana Erminio - Renate
Gubbio - L.r. Vicenza Virtus
2-0
Ravenna - Virtus Verona
Rimini - Monza
Sudtirol - Ternana
Teramo - Pordenone

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