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19 agosto 2017

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16.06.2017

Galuppo alza il... volume e scrive la storia
La Lega Dilettanti raccontata da dentro

Da sinistra Enrico Galuppo, Giancarlo Abete e Carlo TavecchioLa copertina del libro di Galuppo
Da sinistra Enrico Galuppo, Giancarlo Abete e Carlo TavecchioLa copertina del libro di Galuppo

“La mia ‘ultima partita’ “: così Enrico Galuppo definisce la seconda parte del volume ‘Galuppo racconta Galuppo’ che sarà presentato domani alle 10.30 nel teatro Famiglia di Noventa con intervento di Stefano Edel del ‘Mattino di Padova’ che ha curato la prefazione.

Una biografia sportiva che ripercorre tra racconti, documenti e foto, il passaggio di Galuppo dal calcio veneto ai vertici di quello nazionale partendo dalla nomina del 1 novembre 1987 (cui è dedicata al copertina del libro) quale componente del consiglio della FIGC e vicepresidente vicario della Lega nazionale dilettanti.

«Un’elezione che accolsi con entusiasmo dopo il buon lavoro svolto in undici anni alla guida del comitato regionale veneto dove portai le società iscritte a 601 a 902 e che mi proiettò verso questa nuova impegnativa, ma gratificante esperienza con primo incarico nel biennio ’88-’89 alla sicurezza e la violenza negli stadi» ricorda col suo fare da gentiluomo appassionato dello sport Enrico Galuppo.

Nell’ ’89 la stella d’oro del Coni per meriti sportivi testimoniò il suo grande impegno in varie discipline vincendo nel calcio col Veneto ben quattro edizioni del torneo delle Regioni-Trofeo Barassi, cui seguirono nel 1992 la benemerenza della Lega nazionale dilettanti e nel 2010 quella della Figc.

Con l’avvicinarsi dei Mondiali di Italia ’90 Enrico Galuppo si prodigò per la disputa di due amichevoli della Nazionale a Verona contro l’Uruguay, con debutto di Roberto Baggio e a Vicenza contro l’Algeria, un stretto legame con gli azzurri che lo porterà a seguire ben quattro Mondiali e sei Europei.

«La gioia più grande fu sicuramente la coppa del mondo di Berlino con un grande contesto coreografico che precedette la finale, il momento più amaro invece l’eliminazione ai rigori in semifinale con l’Argentina ad Italia ’90 dove seguivo come responsabile organizzativo le sedi di Verona e Udine, ma anche gli Europei persi in Olanda contro la Francia furono un’atroce beffa».

Dal ’92 Galuppo ricoprì la presidenza della commissione impianti sportivi della FIGC avviando nel 2002 il progetto per la realizzazione di un campo in erba artificiale di terza generazione con primo intervento effettuato a Manfredonia (Foggia), poi nel 2014 la decisione di lasciare la Federazione con l’elezione di Carlo Tavecchio «persona di spiccate iniziative».

Da buon ‘raccoglitore’ di memorie e appassionato ‘scrivano’ Enrico Galuppo ripercorse i 50 anni di storia della Lega nazionale dilettanti col libro “50 anni giocati bene” presentato a Roma nel 2009.

Quindi si è dedicato alla centenaria storia della Nova Gens di cui fu prima calciatore e poi dirigente pubblicando sei ‘quaderni’.

Il ricavato del libro dedicato alla memoria del primogenito Adriano Galuppo prematuramente scomparso quasi due anni fa sarà destinato alla Fondazione Stefani onlus di cui Enrico Galuppo è stato presidente per vent’anni ricoprendo ora la carica onoraria.

Felice Busato
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