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23 settembre 2017

Spettacoli

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06.09.2017

Tra relazioni umane e legami familiari

Enrico Castellani di “Babilonia Teatri”. FOTO GIANCARLO CECCON
Enrico Castellani di “Babilonia Teatri”. FOTO GIANCARLO CECCON

Lorenzo Parolin

BASSANO

In un’edizione di B.motion teatro che sarà ricordata per la qualità delle proposte, va in scena a Bassano una serata a impronta sociale. Tra Remondini e Garage Nardini il cartellone ha proposto con “Il cielo non è un fondale” le relazioni umane sullo sfondo delle metropoli e con “Pedigree” i legami familiari in una famiglia omogenitoriale. Si apre con la compagnia Deflorian/Tagliarini che sotto il proprio Cielo fa scorrere i quadri di una città in cui non ci si riconosce. Non si riconoscono più gli esponenti di quella che un tempo si sarebbe definita la buona borghesia colta, non si riconosce la sequenza di coloro che sono ai margini: clochard, alcolizzati, migranti e prostitute. Il tema è un classico della modernità, mai pienamente risolto, gli attori in scena (Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, con Francesco Alberici e Monica Demuru) lo rendono bene con una recitazione “iperreale” che trasforma in azione scenica momenti autenticamente vissuti. L’ assenza di una trama evidenzia il senso di spaesamento, ancor più accentuato dalle canzoni che fanno da colonna sonora. Tra tutte, “Il Cielo” in apertura, “La domenica” al culmine dello spettacolo, per accompagnare il pubblico a riconoscersi in uno spettacolo molto applaudito.

Ci si trasferisce al Garage Nardini e in “Pedigree” Enrico Castellani è un giovane figlio di Marta e Perla. Il padre biologico, tale Paul, gli ha regalato con le sue donazioni di seme altri cinque fratelli sparsi per il mondo e tutto lo spettacolo si gioca tra il desiderio di famiglia e l’impossibilità di ricomporre un nucleo tradizionale. Su questo sfondo lo sguardo di Babilonia teatri si tiene lontano dall’ideologia e approfondisce l’analisi. Può essere possibile, quindi, che da due genitori dello stesso sesso un bimbo riceva tutto l’amore di cui ha bisogno? Certo, dice “Pedigree”. E che le difficoltà legate alla situazione non convenzionale spariscano? Questo no, lascia intuire l’attore in scena. Così, il viaggio del protagonista verso l’età adulta è fatto del rapporto con le due madri, ma anche con i genitori dei compagni di classe che non amano le coppie omosessuali; della ricerca di un rapporto con il padre biologico e delle feste di Natale in cui i sei figli di questo donatore di seme si riuniscono. E sulle note finali di “White Christmas” si applaude questo lavoro firmato Babilonia.

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