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18 dicembre 2017

Spettacoli

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07.05.2017

Recensione Odisseo
del Teatro del
Lemming

VICENZA

Viaggiare è scoprire, sperimentare, sentire: questo vale anche per lo spettacolo “Odisseo” del Teatro del Lemming. A piedi scalzi, senza l’orologio al polso, per immergersi in una dimensione atemporale, con una lanterna in mano e la curiosità nello sguardo, gli spettatori (molti giovani, alcuni anche da fuori provincia) si lasciano condurre tra le stanze dello spazio AB 23, rigorosamente buio. La scena esplode in un caleidoscopio di sequenze simultanee e si popola di personaggi del poema omerico, espressivi come non mai, in candide vesti velate. Il teatro diventa, così, incontro ravvicinato, per affrontare insieme il rischio della ricerca di un luogo da esplorare, prima di tutto dentro se stessi. Gli attori infrangono le “distanze di sicurezza” e, uno a uno, guardando lo spettatore dritto negli occhi, come si fa tra amanti, gli sussurrano una frase, una storia, un segreto. Si ha l’impressione che ciò accada con spontaneità, invece, tutto è calibrato nei minimi dettagli, grazie all’ottima regia di Massimo Munaro: nemmeno per un istante, l’azione si interrompe o chi recita si dimentica di prendersi cura dello spettatore, sempre più coinvolto nella narrazione. Ci si muove, in equilibrio instabile, sul filo delle emozioni: è il caso della tenerezza provata dal pubblico per Nausicaa, che chiede, come una bambina, di farsi pettinare i capelli e recita una filastrocca sotto un lenzuolo dove un gruppetto di spettatori si prende per mano, quasi si conoscesse già; l’incanto per le sirene; lo stupore alla vista di Polifemo; l’affetto per Telemaco, che aspetta il ritorno del padre Ulisse. Le figure simili a “visioni” spariscono poi nel nulla e dopo tanto vociare, torna il silenzio. “E’ solo un sogno”, è la frase che risuona verso la fine e la sensazione è proprio quella di risvegliarsi da un sonno tanto ristoratore quanto sconvolgente, a seguito del quale nessuno è più lo stesso di prima, irrimediabilmente cambiato e arricchito, come quando si fa ritorno a casa dopo un viaggio. L.GU.

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