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22 agosto 2017

Spettacoli

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07.05.2017

Recensione Bella
Domanda al
Bixio

Il duo comico torinese “Bella Domanda” ha conquistato il Bixio
Il duo comico torinese “Bella Domanda” ha conquistato il Bixio

Lino Zonin
VICENZA

Il cabaret di coppia è da sempre un punto di forza del teatro comico. Tutto è iniziato dal circo, con la divisione dei ruoli tra il Clown Bianco, pacato e riflessivo, e l’Augusto, quello con il naso rosso che ne combina di tutti i colori e fa impazzire il “socio”.

In Italia le coppie di questo tipo hanno fatto la storia del cinema e della televisione, iniziando con Totò e Mario Castellani, passando per Walter Chiari e Carlo Campanini per approdare a Cochi e Renato e a Ric e Gian. Proprio a questi ultimi (al secolo Riccardo Miniggio e Gian Fabio Bosco) si rifanno Paolo Carenzo e Mafe Bombi, componenti del duo “Bella Domanda”, che sono stati ospiti della rassegna Teatro Elemento allo spazio Bixio.

Come Ric e Gian, i due arrivano da Torino e come loro prediligono la comicità surreale, basata sui doppi sensi e sul calembour, conditi con una gestualità dinamica e d’effetto in un gioco frenetico e ritmato di equivoci, giochi di parole, situazioni surreali dalle quali nascono le battute che fanno piegare in duo il pubblico dalle risate.

Paolo Carenzo, piccolino e stempiato, è quello serio; Mafe Bombi, allampanato e capellone, lungaccione e barbuto, ma con un sorriso che conquista, è il casinista. Il primo si sforza di portare avanti un discorso coerente, il secondo spezzetta il racconto storpiando le parole e inventandosene di tutti i colori. Ne vengono fuori di cotte e di crude: il rappresentante di organi è uno che vende pianole, l’Africa è verde perché nel mappamondo è colorata così, Giotto è genovese perché il G8 si è svolto a Genova e, poi, se parliamo della carbonara, chi è nato prima, l’uovo o la pancetta? E via di questo passo, o meglio di questo spasso, in un vortice comico senza fine.

Il gioco si fa divertente e il pubblico, complici i frequenti ammiccamenti dei due attori, ci sta e si diverte. Ogni tanto i ruoli si invertono e a fare il matto è il piccoletto mentre l’altro cerca di stargli al passo, con un ribaltamento di situazione che moltiplica l’effetto comico e coglie di sorpresa il pubblico che si diverte ad essere preso in giro.

Per chiudere, all’aspirante attore che si presenta per un provino viene chiesto di recitare lo slogan “Spazio Bixio: è vita, il teatro!”. Solo che quello sbaglia a leggere la punteggiatura e viene fuori: “Spazio Bixio: evita il teatro”.

Chi a teatro c’è venuto, e si è fatto quattro risate, ha salutato alla fine gli attori con lunghi applausi.

ZONINL
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