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25 maggio 2017

Spettacoli

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09.05.2017

“La fabbrica dei preti” diventerà un Dvd

Giuliana Musso
Giuliana Musso

VICENZA

Ha scelto il palcoscenico del Teatro Astra per le riprese che immortaleranno in un Dvd uno degli spettacoli di teatro civile più applauditi degli ultimi anni, che ha saputo gettare una luce profondamente umana su un passaggio storico – il Concilio Ecumenico del 1965 – che vide la Chiesa, in bilico tra volontà di dialogo e ostinata chiusura, confrontarsi con una società in cambiamento, in particolare sul tema della dimensione affettiva dei sacerdoti. Giuliana Musso, voce tra le più potenti e innovative del teatro di narrazione italiano, tornerà infatti nello spazio vicentino del contemporaneo stasera e domani (alle 21) con due repliche straordinarie de “La fabbrica dei preti”. L’appuntamento – fuori abbonamento – chiude la programmazione di “Terrestri 16/17”, il cartellone curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale.

Già sul palco dell’Astra nel 2012, quando aveva inaugurato la stagione con una serata da tutto esaurito (e un centinaio di persone in lista d’attesa) tra applausi scroscianti e chiamate a ripetizione, lo spettacolo torna dunque in scena “in casa”, per l’autrice-attrice friulana d’adozione ma vicentina di nascita. Un lavoro ispirato alle pagine di “La fabriche dai predis” di Don Antonio Bellina – “pre Toni Belina”, indomabile sacerdote carnico di cui proprio quest’anno ricorre il decennale della scomparsa: un infuocato pamphlet, semiclandestino e mai tradotto, in cui il seminario, “la fabbrica dei preti” appunto, viene descritto come struttura immutabile, iperconservatrice e sessuofobica, luogo di attuazione di un modello educativo che in nome di Dio privava l’individuo della propria sfera intima, affettiva e relazionale. Una contraddizione particolarmente lacerante per quei giovani entrati in seminario, ancora bambini, poco prima del Concilio Vaticano II, e usciti sacerdoti alla fine degli anni ’60, in un mondo in piena rivoluzione culturale nel quale si trovarono completamente spiazzati. Una rivoluzione che Giuliana Musso restituisce attraverso la voce di tre anziani sacerdoti, nei quali si specchia l’intera generazione dei loro compagni, protagonista di una giovinezza costellata di regole, tabù, gerarchie e frustrazioni, ma anche animata dalla ricerca di una personale forma di felicità.

“I seminari degli anni ‘50 e ‘60 - spiega Giuliana Musso - hanno formato una generazione di preti che sono stati ordinati negli anni in cui si chiudeva il Concilio Vaticano II e si apriva l’era delle speranze post-conciliari. Una generazione che fa il bilancio di una vita: una vita da preti che ha attraversato la storia contemporanea e sta assistendo al crollo dello stesso mondo che li ha generati.

La dimensione umana dei sacerdoti è un piccolo tabù della nostra società sul quale vale la pena di alzare il velo, non per alimentare morbose curiosità ma per rimettere l’essere umano e i suoi bisogni al centro o, meglio, al di sopra di ogni norma e ogni dottrina. Biglietti 12 euro intero 10 ridotto alla cassa dalle 20. A.A.

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