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22 febbraio 2018

Spettacoli

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09.02.2018

Sanremo, Eva
terza al primo voto
Sorpresa Virginia

SANREMO. Alle 21 di un giovedì di febbraio Eva Pevarello ha finalmente calcato quel palco che ha sognato fin da bambina e per il quale era destinata. La 27enne cantante di Thiene ieri sera è apparsa sul palco dell'Ariston radiosa in un lungo abito scuro, con al dito il suo anello portafortuna, regalando al pubblico un'esibizione perfetta della sua "Cosa ti salverà", il brano scritto dagli autori Antonio Di Martino e Anotnio Filippelli. Delicata e grintosa allo stesso tempo, ha incantato tutti con la sua ballad dalle venature rock, travolgendo l'Ariston, e gli spettatori da casa, con la sua naturalezza e la sua grande sensibilità. 

 

Sul palco anche altri tre Giovani. In base alle preferenze della giuria demoscopica (che vale per il 30%), Mudimbi con "Il Mago" è in testa, seguono Ultimo con "Il ballo delle incertezze", Eva con "Cosa ti salverà" e Leonardo Monteiro con "Bianca". Questa sera, insieme alle altre quattro "Nuove proposte" si giocheranno la finale. La proclamazione del vincitore di "Sanremo Giovani" avverrà dopo che saranno stati sommati i voti delle due esibizioni: il televoto di stasera peserà per il 50%, per cui appare fondamentale il sostegno a Eva da parte di tutti i suoi fan, vicentini e non.

 

 

Per quanto riguarda la terza serata di Sanremo (VOTA IL SONDAGGIO DEL GDV), è stata Virginia Raffaele la grande sorpresa: l’attrice entra dalla platea nei panni di se stessa e stropiccia il perfezionista Claudio Baglioni. Il festival conferma gli ascolti (9,7 milioni e il 47.7% per la seconda serata), recupera in gara Ermal Meta e Fabrizio Moro, "assolti" dal sospetto di aver violato il regolamento, e decolla sull’emozione di Poster, nel duetto con i Negramaro. James Taylor illumina la scena con Giorgia, Gino Paoli e Danilo Rea celebrano Bindi e De Andrè, mentre Michelle, acconciatura vintage e abito rosa tempestato di paillettes, anima un flash mob musicale dedicato alle donne.

 

Sul palco arriva Virginia Raffaele, e del "dittatore artistico" in pochi minuti non c’è più traccia: la comica spettina Baglioni, lo chiama «sex symbol», acclamato dalle signore («quest’anno ci sono più milf all’Ariston che alle terme di Saturnia»), lo sbeffeggia definendolo «lo zio di Gianluca Vacchi», che ha portato al festival «la sua prima fidanzatina, quella che balla con Lo Stato Sociale». Appena un cenno ai politici («sai che ce n’è uno in platea, finalmente è venuto, dopo tre anni che conduceva un uomo di colore», scherza alludendo a Salvini e a Conti), poi l’attrice imita Michelle Hunziker e Ornella Vanoni, contagia Baglioni che le fa il verso a sua volta proponendo la parodia di Belen Rodriguez. Il finale, esplosivo, è il duetto sulle note di Canto (anche se sono stonato), omaggio a Lelio Luttazzi.

 

A strapazzare il direttore artistico ci pensa anche Pierfrancesco Favino: prima gioca con le citazioni di Noi no, poi fa Steve Jobs e in perfetta pronuncia americana introduce un nuovo device, il "BaglionOne", il povero Baglioni in versione replicante. I Negramaro meritano la standing ovation dell’Ariston: dopo aver cantato Mentre tutto scorre e La prima volta, Giuliano Sangiorgi regala un brivido con Poster, in un arrangiamento inedito. James Taylor ha scelto il Rigoletto per la sua esibizione all’Ariston: La donna è mobile, voce e chitarra, è il suo omaggio alla musica italiana. Dopo la hit Fire and Rain, la chiusura con Giorgia è nel segno della classe assoluta con Yoùve got a friend. La storia della canzone d’autore si prende il palco quando Baglioni, Paoli e Rea rendono un gigantesco e commovente tributo a Fabrizio de Andrè ("Canzone dell’amore perduto") e Umberto Bindi, «massacrato dall’odio per i diversi» ("Il nostro concerto"), per finire con "Una lunga storia d’amore". E ha ragione Rea quando abbraccia i due amici e dice «promossi» dopo una magistrale performance al pianoforte. Michelle Hunziker, sempre più padrona della scena - anche quando dimentica di presentare Avitabile e Servillo e rientra di corsa con disinvoltura - porta sul palco i temi della battaglia per le donne: una finta contestazione dalla platea diventa un flash mob di attrici e cantanti, in un medley di brani di Baccini, Ligabue, Bertè, Bennato che non può che concludersi con la canzone manifesto "Quello che le donne non dicono" di Fiorella Mannoia. Baglioni regala alla giornalista del Tg1 Emma D’Aquino "Sabato pomeriggio", a Claudia Pandolfi e Claudio Santamaria l’esibizione in coppia con "Sarà per te" di Francesco Nuti. Nel "Baglioni & Friends" c’è spazio anche per Memo Remigi, che finge un malore per lanciare l’ingresso del maresciallo Cecchini-Nino Frassica.

 

Sfilano altri 10 Big in gara: oltre a Meta-Moro e Avitabile-Servillo, tocca a Giovanni Caccamo, Lo Stato Sociale (che portano appuntati alle giacche cartellini con i nomi dei cinque metalmeccanici della Fiat reintegrati dopo il licenziamento, ma mai tornati in fabbrica), e ancora Luca Barbarossa, Mario Biondi, Max Gazzè, Noemi (con scollatura osè che lascia intravedere i seni), Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, The Kolors. In base ai voti della sala stampa, Gazzè, Stato Sociale, Meta-Moro sono al top; poi The Kolors, Barbarossa, Avitabile-Servillo; nella zona rossa Facchinetti-Fogli, Biondi e Caccamo.

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