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13 dicembre 2018

Spettacoli

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20.01.2014

Pensieri, azione: è giunta l'Ora del Jennifer Rosa

Jennifer Rosa: groviglio artistico per un grande risultato. COLORFOTO
Jennifer Rosa: groviglio artistico per un grande risultato. COLORFOTO

Filippo Bordignon
VICENZA
L'apertura della rassegna Danse & Move allo Spazio Bixio ha registrato un sacrosanto successo. Nonostante la testardaggine di una pioggia fredda e sottile, una lunga fila di spettatori si è accalcata davanti all'ingresso del teatro, per accaparrarsi gli ultimi biglietti dello spettacolo in cartellone (replicato ieri sera a grande richiesta)
"L'ora", del collettivo vicentino Jennifer Rosa, è il tentativo riuscito di abbinare la danza contemporanea alla possibilità aleatoria. Per sessanta minuti esatti dunque, nove performer hanno eseguito alcune tra le diciassette azioni ideate e dirette da Chiara Bortoli e Francesca Raineri, attenendosi all'estrazione casuale elaborata da un software, visibili mediante due schermi sistemati ai lati opposti della sala. A essere scelti casualmente sono l'ordine esecutivo delle azioni, la durata delle stesse (da un minimo di dieci secondi a un massimo di quattro minuti) e la durata degli intervalli. Attraverso questa metodica inoltre, un'azione può non venire mai estratta o ripetersi più volte. E qui sta buona parte della magia evocata in "L'ora". Al di là delle singole coreografie, tra le quali ognuno può indicare quelle più affini al proprio gusto, la scelta aleatoria applicata alla scansione dei moduli tematici (qualcuno li chiamerebbe "pattern") ha determinato una serie di situazioni "mancate"; in più di un'occasione a esempio, una coreografia è stata interrotta dopo solo alcuni secondi di svolgimento, impendendo agli interpreti di ricavarne alcunché di compiuto.
In altri momenti si sono succedute invece due azioni identiche, costringendo il pubblico a operare una comparazione tra il primo e il secondo svolgimento. Nelle mani dell'artista ispirato, l'alea è un'arma efficace che non si limita a legittimare una forma di caos controllato. Essa compie una frattura nella logicità dell'atto creativo, forzando artista e fruitore in un percorso mentale alternativo a quello abituale.
Abbandonandosi alle scelte da parte di un medium esterno, Jennifer Rosa ha significato la "tela bianca" dipinta in tempo reale dai tanti invisibili fattori attivati nel giorno specifico della rappresentazione.
Le "azioni mancate" dei Nostri riportano ai tempi del surrealismo, quando il regista Luis Buñuel confezionò per il suo capolavoro "L'angelo sterminatore" una successione di scene in cui dialoghi e movimenti degli attori si stemperavano irrimediabilmente in un niente di fatto dal retrogusto angosciante.
Ma c'è di più. Perché aleatorietà, come ha insegnato il compositore John Cage, esprime anche accettazione del non-finito, consapevolezza di un mondo imperfetto e dunque perfettamente in linea con la provvisorietà dell'essere umano.
Osservando i corpi dei performer scontrarsi gli uni con gli altri, mimare una lotta impari, stazionare immobili e procurarsi le lacrime agli occhi (uno dei momenti più poetici della serata) la sensazione non è solo quella di una ritrovata liberazione del corpo ma, soprattutto, di un atto d'amore totale verso la danza, quali che siano i gesti impiegati per esprimerlo.

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