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giovedì, 20 settembre 2018

Il Volo a Marostica in piazza Scacchi

Lorenzo Parolin MAROSTICA Il siciliano Piero Barone, il bolognese Ignazio Boschetto, e l’abruzzese Gianluca Ginoble: in tre hanno meno di 75 anni e per tutti, sul palcoscenico, sono “Il Volo”. Un trio giovane, forte di due tenori e un baritono che, salito alla ribalta grazie al talent per ragazzi “Ti lascio una canzone” e lanciato dalla vittoria a Sanremo nel 2015 con il brano “Grande Amore”, ora spopola in ambito internazionale con il proprio repertorio fatto di musical, arie d’opera, brani pop e canzone napoletana. E sull’onda del successo che li accompagna da anni senza soluzione di continuità, “Il Volo in concerto” sarà uno degli eventi cardine del “Marostica Summer Festival” in piazza degli Scacchi a Marostica la sera del 19 luglio. L’appuntamento con i tre giovani ambasciatori della musica italiana è alle 21.30 per una serata candidata a restare ben impressa nella memoria del pubblico. I biglietti per “Il Volo in concerto”, la cui prevendita sta andando molto bene, costano 80 euro nelle poltronissime “Platinum” 80 euro, 65 euro nelle poltronissime “Gold” (“Gold” laterali 60 euro) 55 euro nelle poltronissime (50 nelle laterali), 35 euro nelle poltrone e in tribuna. Il vostro successo è internazionale ma toccherete in tour anche una cittadina come Marostica. Qual è per voi il valore dei piccoli centri? “Noi siamo nati e vissuti nei piccoli centri dove si può veramente apprezzare la giusta dimensione umana, dove tutti si conoscono e, come in una grande famiglia, ci possono essere amicizia, solidarietà e tutti quei valori che ci hanno permesso di affrontare insieme il mondo senza timore. Per cui tornare a respirare le atmosfere delle cittadine, per noi, è fondamentale”. Un vostro spettacolo storico è stato il “Tributo ai Tre tenori”, Pavarotti, Carreas e Domingo. Puntate a essere i loro eredi? “Non sarebbe mai possibile confrontarci con i tre, unici e veri tenori che hanno trasformato la lirica in un linguaggio per il grande pubblico. Il nostro è stato un semplice tributo. Un ricordare con le nostre voci quel momento storico, grazie all’aiuto e al sostegno di uno di loro: il grande Placido Domingo che ha voluto sostenerci e addirittura dirigere noi e l’orchestra a Firenze”. Però il vostro successo è indiscutibile. Perchè la canzone e le voci italiane piacciono così tanto? “Forse perché la storia della musica italiana è in sé affascinante. Oppure perché la musica parla italiano e tra le grandi voci, le più famose sono nate in Italia. E in Italia hanno mosso i primi passi per poi portare la loro arte e il loro messaggio in tutto il mondo”. E a chi critica la vostra “lirica-pop” che cosa rispondete? “Che ognuno ha il diritto di amare la musica che più gli è congeniale. Chiaramente non tutti possono apprezzare un genere così particolare. Noi stessi poi fuori dalle scene ascoltiamo, amiamo e cantiamo tutt’altra musica. Siamo pur sempre ventenni. Criticare è un diritto. Ma denigrare non tanto. Se, poi, c’è chi lo fa non possiamo che alzare le spalle. A Marostica sarà un concerto unico, magico”. Siete nati artisticamente con un talent show: quanto importante è stata quell’esperienza? “Se non ci fosse stato, non ci saremmo noi e non saremmo qui a parlare con te. Forse ci sarebbero state altre strade. chissà? Certo è che ognuno di noi è nato per cantare e forse in un modo o nell’altro saremmo comunque arrivati a incontrarci”. E tra dieci anni, dove vi vedete? “Per il momento siamo già arrivati a dieci di carriera. Speriamo di fare almeno altrettanta strada e di avere sempre questo grande pubblico perché tutto avviene grazie alle persone che ti vogliono bene e ti sostengono”. •