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10 dicembre 2018

Spettacoli

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25.08.2018

Una sintesi originale di linguaggi e di messaggi

BASSANO “Foreign Tongues”, il progetto di artisti del collettivo Liquid Loft diretto da Chris Haring, andato in scena in prima nazionale nel Chiostro del Civico di Bassano sabato, è probabilmente uno dei migliori risultati raggiunti da Operaestate in questi anni: una sintesi ottimale tra artisti, spazio, pubblico. Il coreografo austriaco ha collezionato negli anni le voci registrate nei dialetti europei, lingue minori come l’occitano, il gaelico, il catalano, ma anche uno scurrile dialetto veneto, sfumature del campano, e così via. Dalla musicalità stessa di questi frammenti di un discorso qualunque, Haring ha lavorato coi suoi sette performer nel personificare attraverso il movimento e un’esasperata mimica facciale, gli effetti che una lingua può provocare anche in chi non ne conosce il significato delle parole. Gli artisti, dispersi negli spazi del chiostro, si sono rivelati oscure presenze antropomorfe vestite di tessuto elastico, munite di un proprio amplificatore portatile dal quale uscivano le tante lingue minori. Tra queste echeggiavano filastrocche di bambino, espressioni colorite in dialetti latini o slang, frasi ripetute e rimpallate da varie angolazioni della “piazza”. I quadri singoli, fissi in alcuni punti specifici, si alternavano ad azioni “a sciame”, movimentate da ruggiti e crepitii, o da suoni disgreganti e liquidità immaginarie. Nella testa del coreografo c’è stata la voglia di ricreare una piazza tipica delle città europee, immergendo il pubblico presente nell’apparente casualità del luogo pubblico, ricostruito artificialmente dalla mediazione artistica. Meriterebbero una specifica riconsiderazione, da indagare con riprese video, le reazioni che questa danza frammentata ha creato sul pubblico, rimasto distribuito nel quadrato del chiostro, ma in costante movimento tanto da integrarsi all’azione. Le persone, nel trovarsi di fronte agli artisti, hanno tradito emozioni palpabili, rispondendo ai ballerini a dimostrazione di come la comprensione della lingua abbia un’importanza limitata. I rumori disturbanti dell’azione, sostenuti da una colonna sonora strumentale, lieve ma efficace, hanno ricreato una visione velatamente apocalittica dell’insieme, con l’aggiunta di un’efficace modulazione delle luci. Il dinamismo fisico e le sensazioni di terrore, di ansia, ma anche di gioco e di competizione sono state vissute in un’arena architettonica capace di offrire ariosità tra attori, artisti e pubblico, impensabili in un tradizionale spettacolo dal palco.

D.F.
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