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21 settembre 2018

Spettacoli

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28.08.2018

Still, il surrealismo dell’artista Giacometti

Un momento dello spettacolo Still andanto in scena a Bassano
Un momento dello spettacolo Still andanto in scena a Bassano

Davide Fiore BASSANO B.Motion Danza chiude l’edizione 2018, passando quindi il testimone alla settimana dedicata al teatro, con “Still” andato in scena al Remondini di Bassano quale riflessione del coreografo Daniele Ninarello sull’opera dell’artista surrealista Alberto Giacometti. Dall’introduzione, le tre figure di Marta Ciappina, Pablo Tapia Leyton e Daniele Ninarello, si lasciano intuire rischiarate da un taglio di luce immerso nelle vibrazioni sonore. La fissità frontale dei tre corpi sono una prima citazione delle figure in bronzo di Giacometti isolate nella tipica cornice spaziale, per la danza rese instabili dal lieve ondeggiare attorno al baricentro. I gesti lentissimi e sincronizzati trasmettono allo spettatore una prima vertigine, in un continuo crescendo di vigore dell’intera scena. I movimenti ondulatori si sciolgono, acquisendo rapidità e la capacità di stabilire una relazione tra gli artisti, aperti con le braccia ad esercizi ginnici attorno ad un ristretto spazio circolare. La rotazione di braccia, busti e gambe sembra irradiare le onde sonore di sottofondo, che alimentano il campo magnetico che satura l’intero cubo nero della scena. La fissità dei tre attorno al proprio spazio si aprirà a nuove traiettorie solo alla fine, mantenendo i pianeti-corpo equidistanti sulle estremità di una geometria triangolare. Ogni danzatore ripete per più volte sequenze cinetiche differenti, con un moto proprio, ottenendo effetti di serializzazione del movimento e riconoscibilità dei gesti, che la musica elettronica accentua con ritmicità spasmodica e ossessiva. Lo spettatore può subire quella fascinazione che avviene per gli oggetti giganteschi visti da terra: le silenziose pale eoliche in un paesaggio disabitato, le turbine di un transatlantico o le trame circolari delle fronde dei pini italici che sfidano il vento, nei viali attorno a Roma. In “Still” c’è ordine, sia nella geometria segreta del movimento, sia nella citazione all’artista che l’ha ispirato, fino alle memorie del cinema d’avanguardia della prima metà del Novecento. I corpi faranno ritorno all’origine, riprendendo la posizione iniziale, e rallentando fino quasi a rimanere immobili. È meritato il sostegno dell’edizione 2016 di “ORA! linguaggi contemporanei _ produzioni innovative”, della Compagnia di San Paolo, assegnato a questo progetto coreografico. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Fiore
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