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21 settembre 2018

Spettacoli

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20.08.2018

Jewish Connection Viaggio emozionale nell’essere ebreo

Due immagini intense de The Jewish Connection Project. FOTO EREZ KASHI
Due immagini intense de The Jewish Connection Project. FOTO EREZ KASHI

BASSANO Prima nazionale domani sera alle 21 al Teatro Remondini di Bassano con The Jewish Connection Project di Ido Batash e Lisi Estaras che evoca la complessità dell’essere individui e allo stesso tempo far parte di una nazione. L’evento è inserito nel ricco cartellone di Operaestate, il festival diffuso promosso dal Comune di Bassano insieme alle Città palcoscenico e realizzato grazie ai contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Regione del Veneto e la rete delle aziende inserite nel club Amici del Festival. La creazione, interpretata da Avidan Ben Giat, Tamar Honig, Yohan Valléè, Lisi Estaras e Ido Batash, indaga infatti le sfaccettature dell’appartenenza a Israele, mettendo al centro la necessità di non arrendersi al ricordo di giorni bui, ma di vedere le diverse identità come la chiave per unirsi anziché per dividersi. Il lavoro dei due coreografi è sostenuto da Les Ballets C de la B e supervisionato da Alain Platel. Risuonando delle grandi questioni di stretta contemporaneità, il lavoro di Ido Batash e Lisi Estaras parte da una riflessione sulla loro identità ebraica, l’ambiguità e i conflitti che essa genera in loro, per poi approdare a un linguaggio fisico che porta in scena un susseguirsi di ritualità, gesti stereotipati, danze dinamiche e stremanti. Nel mondo moderno la geopolitica è in costante cambiamento, minacciata da dichiarazioni populiste che riportano indietro a giorni bui ed eventi tragici del passato. Per questo motivo Ido Batash e Lisi Estaras hanno sentito la necessità di non arrendersi a determinate affermazioni politiche, sostenendo come l’idea di identità per definizione si riferisca a qualcosa che unisce e non che divide le persone. The Jewish Connection Project nasce dall’idea secondo cui l’esistenza umana si sviluppa attorno a due domande fondamentali: Chi sono io? Chi siamo noi? Per attaccamento alla storia, alle tradizioni, alla religione e alla costante ricerca di un’identità collettiva, tendiamo a non cercare la risposta alla prima domanda, generando così ignoranza, separazione, razzismo e sofferenza. In The Jewish Connection Project i due coreografi creano una danza che possa raggiungere il cuore di ciò che sono, le loro radici, il loro luogo d’origine fino a trovare la risposta a domande per loro fondamentali quali: Sono un ebreo? Cosa mi rende ebreo? Cosa vuole dire essere ebreo? Chi ha deciso che dovessi essere ebreo? Ido Batash è un danzatore e coreografo indipendente attivo in Belgio, che ha collaborato con molteplici compagnie. Inoltre, tiene workshop di tecnica MoveMental, basata sul suo metodo di lavoro. Lisi Estaras è una performer e coreografa per le compagnie Les Ballets C de la B e Monkey Mind, ha danzato per Batcheva e collabora con i grandi nomi della danza contemporanea internazionale. Biglietti: intero 20 euro, ridotto 16, informazioni e prenotazioni alla biglietteria del festival, 0424 524214, oppure alla cassa del teatro da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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