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26 settembre 2018

Spettacoli

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11.09.2018

Camilla e un mimo per amico «Lindsay Kemp, un vero gigante»

Laura Guarducci VICENZA «Per me Lindsay è una di quelle persone che immagini possano vivere per sempre, immortale come la sua arte. Penso al Maestro, al mio Maestro, alla sua carica umana e alla sua tenerezza». in queste parole c’è la commozione della cantautrice vicentina Camilla Fascina, quando, in aeroporto a Berlino, aspettando l’aereo per tornare in Italia, ha appreso la notizia della scomparsa del coreografo-icona, mimo e performer britannico di fama internazionale Lindsay Kemp, 80 anni, ispiratore di David Bowie: “Quella era davvero la sua ultima danza, non ci volevo credere”. Le loro strade si erano incrociate nel 2013 quando Fascina, dopo aver visto per caso il manifesto delle audizioni tra i corridoi dell’Università, era stata scelta tra i 16 attori e danzatori (tra cui un altro vicentino, Andrea Dellai) per l’allestimento dello spettacolo di teatro-danza “Perché sei tu…?” a Verona, ispirato a “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. «Passammo assieme a Lindsay un intero mese, 8 ore al giorno di prove al teatro Camploy. Puntava molto sull’ espressività e sul coinvolgimento, non gli interessava solo che ballassimo bene ma l’estasi che si vedeva sui nostri volti. E, infine, il 12 aprile 2013 andammo in scena con lo spettacolo al Teatro Nuovo. Ancora oggi mi sembra un sogno». Il “gigante umile e pieno di amore” come amava chiamarlo e Camilla, ragazza globetrotter e piena di sogni ed entusiasmo, erano rimasti in contatto, fino a che, a dicembre 2015, proprio a Livorno, al centro artistico “Il Grattacielo”, avevano girato insieme il video musicale “Time” (visibile su You Tube), cover del celebre brano di David Bowie. Il lavoro era stato presentato, in anteprima, a gennaio 2016 al “The Drury Club” di Londra in apertura al concerto di Morgan e, pochi giorni dopo, al Vinile Club di Bassano, sempre per il Bowie Bash. Un privilegio per Fascina, dato che fino a quel momento, Kemp aveva concesso featuring a mostri sacri quali Bowie, Kate Bush e Peter Gabriel. La vicentina ricorda, così, quest’esperienza: «Penso alla sua mano forte che stringeva la mia, che quelle stesse mani avevano tenuto stretto, nel video, l’orologio da taschino di mio nonno, oggetto che simboleggiava il tempo, come il titolo della canzone. Durante le riprese, alla fine di ogni gesto, gli scendeva una lacrima. La drammaticità e l’energia della sua performance mi colpiscono ancora dritta alla pancia. I suoi occhi erano di un’intensità unica quando li spalancava terrorizzati, come due vetri attraverso i quali si vedeva la sua anima». Ed aggiunge: «Era una delizia. Superbamente meticoloso, mi chiedeva di ripetere le scene all’infinito, fino alla perfezione. Mi diceva di cantare, ballare e dare tutta me stessa come se fosse l’ultima volta, perché possiamo essere eroi solo per un giorno». Il carismatico performer rivestiva il ruolo di Pierrot, per il quale si preparava con devota passione per farsi un trucco perfetto: «I suoi occhi si trasformavano nel personaggio mentre si disegnava la lacrima nera sotto all’occhio- svela Fascina- e si ammirava indugiando sul rossetto rosso poi mettendo il mascara e, finito il trucco, indossava il suo costume e gettava le ciabatte. In quel momento diventava la Diva, era la Diva». La cantautrice Fascina conclude così il suo discorso: «Ripenso alla candela del nostro video che si consumava mentre Lindsay la fissava con gli occhi lucidi e la consapevolezza che la candela si consuma per tutti noi. Per me, la tua candela è sempre accesa». •

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