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20 novembre 2018

Spettacoli

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30.08.2018

Tra arie e romanze versi di D’Annunzio con Manuela Custer

Il mezzosoprano Manuela Custer, sabato sera in Olimpico
Il mezzosoprano Manuela Custer, sabato sera in Olimpico

Nicoletta Martelletto VICENZA “Vicenza in Lirica 2018” sabato, al Teatro Olimpico alle 21, offre il secondo evento di bel canto (biglietti ancora disponibili al botteghino). Col tagliando qui sotto si può acquistare un biglietto a prezzo ridotto per questo o i prossimi due eventi. Sabato sarà dedicato alla lirica da camera: sul palco il mezzosoprano Manuela Custer accompagnata al pianoforte da Raffaele Cortesi in un recital unico. Il programma comprende arie e romanze di Ildebrando Pizzetti, Italo Montemezzi, Gian Francesco Malipiero e Francesco Paolo Tosti. Sono autori che il maestro Tullio Serafin - ricorrono i 50 anni della sua morte - fece conoscere nei più importanti teatri italiani e del mondo. Per la prima volta questi brani, su testi di Gabriele D’Annunzio che per questi musicisti fu punto di riferimento nella prima metà del Novecento, saranno proposti all’Olimpico da una grande voce italiana. Lo spettacolo rientra nelle celebrazioni del 50° della scomparsa di Serafin, noto per aver scoperto il talento di Maria Callas, e del 140° della sua nascita, avvenuta l’1 settembre 1878 a Rottanova di Cavarzere nel Veneziano. Fu Serafin nel 1913 a dirigere la prima opera all’Arena di Verona, una Aida. Nel pomeriggio di sabato, alle 16, al Chiericati, si terrà la consegna del Premio Archivio storico Serafin (custodito a Vicenza dal 2017, assegnato al maestro Maurizio Arena. Il programma della serata è stato concepito anche sulla base delle lettere intercorse tra il direttore Serafin, la Callas e i compositori. Manuela Custer, già sulla copertina del nostro mensile “Cats” in luglio, vive un’estate di fuoco, arrivando da impegni teatrali fino a giugno, poi in Arena nel ruolo di Berta (ultima replica stasera) ne “Il Barbiere di Siviglia”; quindi riprenderà ad essere Suzuki alla Fenice di Venezia con la regia di Alex Rigola dal 6 al 29 settembre. «La mia amatissima Butterfly!» si lascia sfuggire, rivelando la sua passione per Puccini, in un repertorio personale incredibilmente vasto per stili ed epoche. Sempre pronta a rinnovarsi, a studiare, a mettersi in gioco. Spigliata, divertente, una professionista di rango. Signora Manuela, dicono e scrivono di lei: «La Custer è sempre una garanzia». (Ride) Spero che questo non significhi che sono come una lavatrice affidabile che non si rompe mai... Ho oltre 30 anni di mestiere e qualcosa ho imparato. Posso spaziare dalla musica barocca al musical, amo anche la musica da camera, ho fatto più d’una volta temerarie sostituzioni dell’ultimo minuto, come ad Istambul nell'Orfeo ed Euridice di Bertoni con la regia di Pizzi, un’esperienza pazzesca. Non mi tiro indietro. E in questo lavoro importante e delizioso, metto amore ed entusiasmo oltre che mestiere. E’ un privilegio poter fare musica e cercare di trasmetterne tutta la gioiosa bellezza. Anche se il nostro Paese è immerso in gravi problemi. Ci spiega come è stato concepito il concerto di sabato? Questo recital nasce da un incrocio di cose. Sono autori non minori che io ho ”frequento“ ma mai quanto vorrei, Tosti è stato uno dei primi della mia carriera. La musica da camera ha grandi autori - che però come Puccini o Donizetti sono più noti per l’opera - e autori meno praticati che però sono interpreti di un’epoca, qui parliamo di un Novecento che deve molto a D’Annunzio, un personaggio ingombrante e geniale con cui non si può non fare i conti. In un fiorire di Liberty italiano nelle arti e nell’architettura, Malipiero, Tosti, Pizzetti lo trasferiscono in musica e abbracciano l’estetica dannunziana, ma anche con richiami alla musica francese, perfino a Strauss e agli slanci wagneriani. Sarà musica evocativa, a volte crepuscolare, bellissima come le Canzoni d’Amaranta di Tosti con D’Annunzio paroliere. L’omaggio al maestro Serafin come incrocia questi autori? Alcuni sono stati suoi coetanei, lui li valorizzò, il suo epistolario parla da solo. Sarà un concerto corposo, che richiede un’adesione della voce molto importante. Sarà la sua prima volta all’Olimpico? Sì, sarà banale ma sono emozionata. Sarà un concerto nella bellezza pura, questo vostro Palladio ha saputo rendere armonica una città, la pietra, la scena. L’Olimpico è uno dei luoghi dove batte il cuore del nostro Paese, dove la genialità ha preso forma nei progetti di questo architetto. Dopo la Fenice di inizio autunno, cosa la attende? Da ottobre l’Accademia di Biella, per un corso annuale da docente; altri concerti e poi un 2019 con un musical al San Carlo di Napoli, “Lady, Be Good!” di Gershwin. •

Nicoletta Martelletto
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