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22 settembre 2018

Spettacoli

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28.08.2018

L’Orlando Furioso tra Vivaldi e Ariosto incanta l’Olimpico

Qui sopra il momento dello spettacolo, sotto Valeria Girardello, a sinistra Angelo Manzotti
Qui sopra il momento dello spettacolo, sotto Valeria Girardello, a sinistra Angelo Manzotti

Eva Purelli VICENZA L’Orlando Furioso in musica di Antonio Vivaldi e quello in ottave del maggiore poeta italiano dell’epica cavalleresca, Ludovico Ariosto, hanno aperto domenica sera al Teatro Olimpico la sesta edizione di Vicenza in Lirica. Il direttore artistico e presidente dell’associazione promotrice, Concetto Armonico, Andrea Castello, nel salutare il pubblico presente ha ricordato i principali appuntamenti della kermesse che si concluderà domenica 16 settembre, fra cui spicca il momento della prima mondiale in tempi moderni dell’Opera di Lotti , Polidoro non dimenticando di ringraziare le istituzioni che credono nel Festival, ad iniziare dall’amministrazione comunale, presente alla serata inaugurale nella figura della consigliera comunale Roberta Albiero. Il sostegno, ha assicurato, non mancherà negli anni a venire, per un Festival che si auspica sia sempre più importante. La Lirica però non è avulsa dal quotidiano e Castello ha voluto, in apertura di serata, ricordare la tragedia e i morti di Genova. Un gesto di sensibilità apprezzato dall’intero uditorio che ha rispettato un minuto di silenzio in piedi. Il via poi, dopo i debiti ringraziamenti e saluti a sponsor e sostenitori alla messa in scena degli epici personaggi della complessa vicenda che si svolge in un intricato bosco, ricco di strade che si intrecciano come in un labirinto che fanno incontrare e separare destini, esistenze e sentimenti. La narrazione e la lettura dei brani tratti dal poema dell’Ariosto erano affidate a giovani voci dei ragazzi del corso di teatro con a capo la voce recitante del professionista Diego Fusari. A ridefinire l’ambientazione e l’atmosfera cavalleresca dei mimi figuranti che hanno impersonificato muti gli eroi epici: Orlando pazzo per amore, il trasognato Ruggiero, la bella Angelica, la maga seduttrice Alcina, l’eroina-guerriera Bradamante. La regia del controtenore Angelo Manzotti, ha esaltato l’Olimpico, con dei buoni effetti-luce e l’utilizzo degli spazi architettonici propri (saliscendi dalle scale laterali al frons scenae, percorribilità della gradinata centrale), senza appesantire e violentare il contesto palladiano. Gli intrecci semiscenici tra musica e poesia hanno così composto “Orlando, le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”, con un format che il cantante mantovano Manzotti ha creato lo scorso anno e che ha portato però per la prima volta nel gioiello palladiano, ad aprire la sesta edizione del festival che si caratterizza quest’anno per le sue “visioni barocche”. Non è una visione invece, Valeria Girardello, il contralto scledense che ora sta perfezionandosi all’Accademia della Scala e che ha interpretato le arie più importanti di Alcina e Bradamante. Il giovane contralto è una bellissima realtà e nella serata del suo trionfo si è imposta per sicurezza e tenuta vocale, dizione nitida e forte presenza scenica, dimostrando doti di grande carattere. Una conferma naturalmente la vocalità particolare del controtenore Angelo Manzotti cui spettavano tutti i rimanenti ruoli del poema, calandosi con sapiente gradualità interpretativa dal prima fiero e poi pazzo Orlando al sensuale Medoro, con abilità virtuosistiche che hanno fatto risaltare il suo particolare timbro vocale femminile. Sapiente e con equilibrata musicalità la direzione e concertazione al cembalo di Alberto Maron alla guida di un coeso Ensemble di archi ArTime. Ad impreziosire con raffinata eleganza il tutto, i costumi e le scene di Giampaolo Tirelli. Convinti e copiosi gli applausi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eva Purelli
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