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30 aprile 2017

Spettacoli

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27.02.2013

Koopman entusiasmante, le sue mani esaltano fioriture barocche

Ton Koopman all'organo della chiesa dei Filippini a Vicenza: un concerto entusiasmante. FOTO BONAZZI
Ton Koopman all'organo della chiesa dei Filippini a Vicenza: un concerto entusiasmante. FOTO BONAZZI

Eva Purelli
VICENZA
Entusiasmo alle stelle a fine concerto per la brillante prova dell'organista e direttore olandese Ton Koopman. Per la prima volta il musicista e direttore d'orchestra di famosi ensembles barocchi si è esibito in veste di organista nella chiesa dei Padri Filippini. Ora Ton Koopman conclude la serie di concerti proposti per riscoprire le sonorità di questo antico organo vicentino dopo il restauro completato dall'organaro Daniele Giani lo scorso ottobre ed iniziati con il concerto di Radulescu lo scorso novembre. Sono tanti nel Vicentino, gli appassionati, gli intenditori e i musicisti di questo strumento, definito a ragione, liturgico per eccellenza, ma che sa esprimere, all'uopo, una infinità di variazioni timbriche, di sfumature espressive, adattabili e rappresentative (nei secoli) di una letteratura non esclusivamente sacra. Pensiamo ad esempio alle trascrizioni di celebri brani operistici, parafrasi che divengono piccoli capolavori di grandi opere.
Ton Koopman non si orienta in questo filone, squisitamente italiano, ma sceglie una offerta in linea con il suo cammino interpretativo. L'impaginato recita "aspetti della cultura organistica cattolica e protestante". Ecco perciò un omaggio brillante e rigoglioso per fioriture barocche nei confronti della Scuola iberica con la 'Battaglia Famosa' in do maggiore del XVII° secolo, il "Tiento sobre la litania de la Virgen" in sol minore di Bruna, inciso italico, con la 'Bergamasca' e una “Toccata per la levatione” di Frescobaldi. Koopman si diverte con tecnica sciolta ma anche con gusto, lo trasmette all'ascoltatore, che lo vede anche tramite lo schermo posto nel centro della navata centrale. Bella idea questa, di riprendere nota dopo nota il concerto dall'occhio di una telecamera. Si vedono i giochi dei pedali, i trilli al primo manuale, il cambio dei registri, l'aiuto del secondo (instancabile, generosa Margherita Dalla Vecchia) un pezzo di partitura, le terzine nella Fantasia, l'accordo di dominante, la mano destra che racconta il tema, la sinistra che lo ripete rovesciato. Un aiuto visivo per avvicinare al pubblico l'organista, che, da etereo sospeso nella cantoria posta sopra il presbiterio, sembra in un gioco di prospettive ubique, scendere a terra. Forse si perderà un poco del clima mistico e di raccoglimento propri di ogni concerto organistico, ma l'accorgimento tecnico ha gran presa sull'ascoltatore, oggi più che mai avvezzo al flusso di immagini in movimento. Schermo a parte, la musica scende nel cuore e si legge nella testa anche grazie a quella parte del programma virata a celebrare il credo protestante e che ha come capisaldi il danese barocco Buxtehude, di cui si ascoltano un florilegio strumentale con Preludio, Fantasia sul Corale, Passacaglia in re minore, Corale, Fuga in do maggiore e Johann Sebastian Bach, con un trittico d'insuperata bellezza: Fantasia Bwv 572, il celebre Preludio al Corale Bwv 659, la Fuga in sol minore Bwv 578.  Accoglienze festosissime e ripetute per questo appuntamento che ha visto il sostegno della Fondazione Roi, sponsor anche del volume a cura di Margherita Dalla Vecchia che raccoglie le storie e la musica a San Filippo in Vicenza dal 1975 ad oggi.

(foto FRANCESCO BONAZZI BONAZETA VERONA)

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