18 febbraio 2019

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15.05.2018

“Working”, vince una storia di immigrati

La premiazione di Elia Mouatamid da parte di Paolo Chirumbolo
La premiazione di Elia Mouatamid da parte di Paolo Chirumbolo

VICENZA La giuria della 3ª edizione del Working Title Film Festival di Vicenza, composta dalla regista Alexandra Kaufmann e da Paolo Chirumbolo italianista docente alla Louisiana State University, ha laureato miglior film della sezione Lungometraggi & mediometraggi “Talien” di Elia Mouatamid (il nome suona marocchino ma il nostro parla in dialèt bresà) «Per aver saputo raccontare con commovente onestà la storia di una famiglia di immigrati, del complesso quanto profondo rapporto tra padre e figlio». Due le menzioni speciali: a “Il monte delle formiche” di Riccardo Palladino, documentario che «ci introduce in un mondo nel quale le formiche diventano i narratori e noi siamo in ascolto», e a “Saule Marceau” della regista francese Juliette Achard, documentario-western che «ha rimesso in contatto con la terra in un periodo in cui si sta perdendo il rapporto con la natura». Nella sezione Cortometraggi la giuria – i registi Silvia Job e Corrado Ceron - ha assegnato il primo premio a “Awasarn Sound Man/Death of the Sound Man”, del regista tailandese Sorayos Prapapan, che ironizza sul ruolo cinematografico del fonico-rumorista «per la capacità di restituire un corpo visibile ad un mestiere invisibile». Menzioni per “Stakleni Horizont/The Glass Horizon” del tedesco Denis Pavlovic - su un lavoratore irregolare dell’est costretto a vivere tra gli alberi della foresta «un’esperienza surreale dai tratti lynchiani e noir» – e a “Oosteroever/East Shore” del regista belga Quinten Wyns, viaggio nel quartiere dei pescatori di Ostenda da demolire per scopi speculativi «una piccola perla grezza che dimostra come saper raccontare tenga conto dell’insieme di tanti fili diversi». A conclusione del Festival la direttrice artistica Marina Resta ha annunciato per l’autunno il progetto Working Title Film Festival @ Ferrovieri (Siae e Mibact più sindacati e associazioni locali), workshop per registi under 35 finalizzato a documentare la vita nel quartiere dei Ferrovieri, un nuovo progetto che conferma la crescita del Festival e l’intenzione di integrarsi sempre più con la città berica, pur mantenendo un respiro internazionale che si consolida di anno in anno, confermato anche dal “trasloco” al Comunale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.PA.
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