Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
15 novembre 2018

Spettacoli

Chiudi

25.08.2018

Le tragedie dei Kennedy e il cervello da spegnere

ROMA Forse la parte meno conosciuta e più antica della cosiddetta maledizione dei Kennedy (negli States usano l’espressione Tragedie Kennedy) ha un nome: Rosemary. E fa bene Rick Alverson ad evocare la storia di questa donna in “The Mountain“, film in concorso alla 75/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, perchè la vicenda umana di questa donna ricca, bella e malata sembra uscita dalla penna di Honorè de Balzac, come quella dell’ambizioso medico che tentò di curarla, vero protagonista di quest’opera indipendente in corsa per gli Usa. Siamo negli Stati Uniti nel 1954. Qui Wallace Fiennes (Jeff Goldblum) è un medico sostenitore della lobotomia e questo nonostante il fatto che ormai, per un certo tipo di malattie, ci siano farmaci anche più efficaci. Ma il dottor Fiennes va diritto per la sua strada e a un certo punto si ritrova a lobomotizzare, e per giunta senza successo, Rosemary Kennedy, terza figlia di Joseph P. Kennedy e Rose Fitzgerald. Motivo della lobotomia? Reprimere la sessualità troppo libera e l’instabilità emotiva della donna. In realtà la giovane aveva solo un lieve ritardo mentale dovuto, tra l’altro, ad un errore medico durante il parto (un deficit di ossigeno per il ritardo del ginecologo). Comunque questa sorella imperfetta del presidente John Fitzgerald venne tenuta nascosta e, dopo l’operazione, vagò in decine di manicomi, con i familiari lontani. Alla fine di fatto fu abbandonata, nessuno andava più a trovarla e le fu anche riservato un trattamento speciale, restrittivo, nella clinica in cui alloggiava: mentre gli altri pazienti venivano portati al cinema o in città durante la settimana, a lei non era permesso perchè doveva restare nascosta. Rosemary morì nel 2005 a 86 anni, dopo essere rimasta sola per 60 anni. Il film di Alverson, regista indie di opere come Entertainment, segue un percorso parallelo a questa storia. Quello di un giovane (Tye Sheridan) che ha perso la madre ed è stato cresciuto da un padre con gravi problemi emotivi, il quale decide a un certo punto di seguire lungo il Pacifico nord-occidentale il suo mentore, il dottor Wallace Fiennes, pioniere della lobotomia e delle terapie d’urto. I due incontrano sul monte Shasta, Jack (Denis Lavant), capo di un culto, che chiede al dottore di lobotomizzare la figlia mentalmente instabile, Susan (Hannah Gross). Ma Jack, un po’ come è stato per i Kennedy, potrebbe avere altre ragioni per voler cambiare drasticamente il modo di pensare della figlia. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Verdi Lonigo