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26.04.2017

Il Messico apre il “Working Title”
La “Maquina” parla di fallimenti

Il giovane regista Joaquìn Del Paso, autore del film d’esordio “Maquinaria panamericana”
Il giovane regista Joaquìn Del Paso, autore del film d’esordio “Maquinaria panamericana”

Enzo Pancera

VICENZA

Domani inizia il Working Title Film Festival seconda edizione. La rassegna - promossa da Lies-Laboratorio dell' inchiesta economica e sociale, col patrocinio del Comune e con il sostegno di numerosi sponsor – raccoglie in ambito internazionale audiovisivi, di autori giovani, che parlano del lavoro. Quest'anno c'è un concorso con un premio per i lungometraggi, uno per i corti e uno "trasversale", Campo Lungo della Coldiretti Vicenza, per opere sui giovani e l'agricoltura.

Il Festival prende le mosse da un dibattito: Plattforms-Come piattaforme web e robot cambiano le forme del lavoro, alle 18.30 presso il Polo Giovani B55 (contrà Barche n. 55, ingresso libero) si tiene il dibattito. Se il problema-lavoro oggi è sempre doloroso, l'automazione è un coefficiente da lacrime e sangue. Innesca il discorso Riccardo Staglianò, giornalista de La Repubblica e del suo supplemento Il Venerdì. Già docente (nuovi media) alla Terza Università di Roma, il giornalista è di casa alla Silicon Valley e al Massachusetts Institute of Technology. Su quegli spalti privilegiati ha potuto rendersi conto delle conseguenze che digitalizzazione e automazione introdurranno nel lavoro e dell'ormai annoso dibattito sul tema negli States. Ricerche e reportage sono stati condensati da Staglianò nel suo ultimo libro dal titolo esplicito fino alla brutalità: Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (Einaudi, 2016, p. 246, 18 €). Le novità tecnologiche e di costume sono spesso trattate dai media col consiglio ammorbidente di verificare con calma il rapporto tra effetti distruttivi e nuove opportunità. Ma il libro sentenzia che automazione, intelligenza artificiale, piattaforme web e app cancelleranno più posti di quanti creeranno.

Insomma quando la locomotiva delle ripresa riprenderà a marciare sul treno saliranno sempre meno lavoratori. I guru invitano a rassegnarsi: questo capitalismo ha sempre meno bisogno di lavoro. Altri, più o meno provocatoriamente, suggeriscono di lavorare gratis: in modo selettivo, accuratamente gestito... come non fosse chiaro che voucher e lavoro sotto (o zero) pagato hanno la stessa funzione della moneta cattiva che scaccia la buona. C'è anche il rimedio di tassare i robot o di gratificare i disoccupati con paghe alternative e dignitose offerte da non meglio precisati benefattori. Nel dibattito, con l'arduo ruolo di vederci più chiaro, dialogheranno con Staglianò Alessia Camera - digital marketing manager, vicentina di Londra - e Maurizio Busacca, responsabile ricerca e progettazione alla cooperativa sociale Sumo di Venezia, ricercatore a Ca’ Foscari e Iuav.

Il "taglio del nastro" per i film è al Cinema Primavera dove si svolgeranno tutte le proiezioni festivaliere in orari da verificare ogni giorno. Si entra con ingresso singolo da € 5, 5 ingressi € 19, 10 ingressi € 38.

Il primo film a scorrere sullo schermo (ore 21) è Maquinaria panamericana (Messico, 2016, 86', v.o. spagnola, sottotitoli in italiano) del 31enne Joaquín Del Paso, formatosi a Cuba e in Polonia alla famosa scuola di Lodz. Operatore e direttore della fotografia, Del Paso è alla sua prima regia di lungometraggio. La storia si svolge nella fabbrica del titolo che opera, con assai blandi ritmi latini, nell'edilizia. Improvvisamente muore l'anziano padrone ed emerge che il fallimento è imminente. A meno che non ci s'inventi qualcosa.

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