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17 dicembre 2018

Spettacoli

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05.12.2018

«Che gioia
cantare
a Bassano»

Francesca Michielin, bassanese, 23 anni, vincitrice di X Factor 5
Francesca Michielin, bassanese, 23 anni, vincitrice di X Factor 5

Un "Dj set con musica dal vivo" per giocare in casa di fronte al pubblico che l'ha vista crescere e la ritrova oggi professionista della musica. L'idea porta la firma di Francesca Michielin, 23enne cantante bassanese lanciata da X Factor, attesa venerdì 7 dicembre nella sua città natale al Liv Club di via Gaggion Basso. L'appuntamento, con inizio alle 21, è parte del "Tour sopra la techno", che girerà l'Italia per le prossime due settimane prima della pausa natalizia. Con l'occasione, la giovane cantante e autrice, percorrerà attraverso i suoi brani più celebri le tappe di una carriera che da liceale promettente, vincitrice del talent show (era il 2012), l'ha portata a trovare posto stabilmente tra i nomi di punta della musica leggera italiana. E, dopo aver calcato il palco di Sanremo, a collaborare con colleghi di ultima generazione come il milanese Fedez e a lanciare meno di tre settimane fa l'ultimo singolo "Femme", scritto con il laziale Calcutta.

 

Francesca, si torna a Bassano. I suoi concittadini la attendevano sul palco dai tempi di X Factor...

Ma io la mia Bassano non l'ho mai lasciata! E mi si può incrociare con gli amici negli stessi luoghi che frequentavo da ragazzina. Certo, questo è il primo concerto ufficiale da professionista della canzone, ma la città, dovunque mi trovi, la porto sempre con me. E le sue atmosfere mi ispirano e mi danno forza.

 

Così sarà di fronte al pubblico "Sopra la Techno". Come sarà il concerto?

L'abbiamo immaginato come un "set elettronico live", cantato e suonato dal vivo, in un remix dei brani che hanno accompagnato la mia carriera. Una parte importante spetterà anche alle canzoni dell'ultimo album "2640", rilette in chiave dance con sperimentazioni afro-beat e techno.

 

Suonerà pure?

Mi vedrete al basso elettrico e al sintetizzatore, oltre che in plancia alla strumentazione elettronica. Muovermi su più fronti, quando si parla di musica, mi è sempre piaciuto.

 

Francesca-deejay, quindi...

Diciamo di sì. È un modo inedito, per me, di propormi e di presentare una sorta di antologia del mio percorso. Sono stati sei anni di carriera intensi e qualche piccolo bilancio si può tracciare. Lo faremo guardandoci negli occhi.

 

E il titolo? Il precedente album "2640" si riferiva alle Ande, ora è "Sopra": sempre in alta quota?

L'ho ricavato da una strofa di "Io non abito al mare", lanciata nelle scorse settimane. Un verso dice "queste cose vorrei dirtele sopra la techno": è perfetto per questo mio tour nei club che immagino più raccolto delle date estive, allo stesso tempo contemporaneo e confidenziale.

 

A proposito di confidenze, in estate non ha avuto timori a esporsi su un tema caldo come i migranti che attraversano il Mediterraneo. Lo stesso "2640" nasce da esperienze con la comunità colombiana a Bassano. Torniamo ai cantautori impegnati degli anni '70?

Le mie canzoni raccontano la generazione dei ventenni e si occupano di sentimenti, però se vivi di musica devi sempre tenere a mente un aspetto importante.

 

Quale aspetto?

Piaccia o no, sei un volto pubblico e acquisisci un peso anche sociale. Vale a dire che la tua musica veicola messaggi. Così, non devi temere di esporti per le cose in cui credi. Questo senza farsi etichettare come in passato, quando si distingueva tra autori "impegnati" o meno.

Lorenzo Parolin
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