18 febbraio 2019

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22.10.2013

Addio a Gianni Ferrio “Improvvisamente” fece grande anche Mina

Gianni Ferrio con Mina: un legame artistico formidabile
Gianni Ferrio con Mina: un legame artistico formidabile

VICENZA Cominciò, poco più che ventenne, dirigendo le orchestrine che allietavano i trattenimenti danzanti nella Vicenza del dopoguerra: al Circolo dei dipendenti Comunali, alla Piccola Scena, sulla terrazza della Fiera ai Giardini Salvi. Con attori e cantanti concittadini, sempre all'ombra dei Berici diede vita a commedie musicali come "Niente di nuovo sotto il sole" diretta da Otello Cazzola. Classe 1924, allievo del Conservatorio di Venezia dove si diplomò, in breve si ritrovò a Milano, nella scuderia CGD di Teddy Reno, per il quale nel 1958 sfornò il suo primo grande successo, "Piccolissima serenata", mentre la radio lo arruolava per il programma "Ventiquattresima ora" di Silvio Gigli. Trasferitosi definitivamente a Roma, si sarebbe imposto come uno dei compositori, direttori d'orchestra e arrangiatori di maggiore successo anche in televisione, diventando ben presto il punto di riferimento artistico per la cantante numero uno: Mina. Adesso che se n'è andato, a quasi 89 anni, Gianni Ferrio lascia l'Italia orfana del suo tocco swing, del suo gusto per la canzone jazzata alla Gershwin, alla Cole Porter, per i classici "evergreen" americani, come testimoniano anche le incisioni realizzate non molto tempo fa con Johnny Dorelli. Personaggio di una discrezione e di una eleganza pari soltanto al suo talento, Gianni era tornato a trovare i vecchi amici vicentini nei primi anni Novanta, accompagnato dalla moglie Alba Arnova, quando il sindaco Variati lo nominò cittadino benemerito e un concerto lo festeggiò al Canneti. Di certo il suo nome resterà indelebilmente legato a motivi che hanno fatto il giro del mondo, come "Parole Parole" (1972) per l'accoppiata Mina-Alberto Lupo ripresa anche da Alain Delon e Dalida, o "Non gioco più" (1975) con Mina affiancata dalla magica armonica di Toots Thielemans: era la sigla della trasmissione "Milleluci", in Spagna e America Latina divenne "No juego más". Tre volte sul podio al Festival di Sanremo (1959, 1962, 2007), una su quello dell'Eurofestival (1965), Ferrio è stato anche un richiestissimo autore di colonne sonore cinematografiche, per pellicole firmate dai vari Sergio Corbucci, Steno, Duccio Tessari, Pasquale Festa Campanile, Alberto Sordi, l'Ermanno Olmi de "I recuperanti" (1969). Nel 1965, all'epoca d'oro del genere "spaghetti western", per il film "Un dollaro bucato" scrisse "A Man… A Story" che venne portato ai vertici delle classifiche da Fred Bongusto col titolo "Se tu non fossi bella come sei". Numerose altre collaborazioni lo videro protagonista di produzioni accanto a Caterina Valente, Jula De Palma, Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, il Quartetto Cetra, Renato Carosone, Totò: nel 1967, quando la Rai trasmise il ricordo "Tuttototò", a lui vennero affidate le musiche della serie, compresa la celebre "Sciabadabadà" eseguita dai Cantori di Alessandroni. Ma su tutto resta la fruttuosa, irripetibile partnership con Mina, iniziata con un brano del 1962 non a caso intitolato "Improvvisamente" e proseguita sino agli anni Duemila, basata su una stima e una ammirazione tanto profonda quanto reciprocamente meritata. A.S.

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