17 gennaio 2019

Lettere

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01.08.2012

«Nessun torto all'artista Battistin, che si autoproclama profeta»

Mi vedo costretto a replicare alle sorprendenti affermazioni del sig. Benito Battistin (Giornale di Vicenza del 22 luglio, pag. 54). Rispetto le sue opinioni nei miei confronti, ma non posso lasciar correre alcune evidenti omissioni e falsità. Il sig. Battistin afferma che non avrei mai risposto ad una sua lettera in cui richiedeva la possibilità di esporre le sue opere.
Mi accusa inoltre, in generale, di averlo trattato in malo modo, di non voler far esporre le sue opere “nei luoghi solitamente destinati alle mostre”, di non aver mai motivato le ragioni.
È bene che i lettori sappiano che le richieste del sig. Battistin - così come facciamo solitamente con le numerose richieste di simile natura - sono state più volte valutate da me, dall'assessore alla Cultura, dalla giunta comunale, dai funzionari comunali e che lo stesso ha ricevuto in diverse occasioni risposta, in forma scritta e anche di persona, sia da parte di funzionari sia di amministratori compreso il sottoscritto.
Abbiamo sempre sostenuto con il sig. Battistin la stessa posizione, che corrisponde alla linea generale applicata per tutti dall'Amministrazione: per le esposizioni dei privati lo spazio a disposizione è quello della “Galleria dei Nani” (sede idonea, ampia e prestigiosa, essendo stata la prima localizzazione della Galleria Civica comunale), mentre la Galleria Civica “Villa Valle” è riservata ai programmi e alle collaborazioni attivate direttamente dall'Amministrazione Comunale. Se lo avesse voluto, il sig. Battistin avrebbe dunque potuto esporre in spazi comunali adeguati quando avesse voluto, come peraltro hanno fatto - e con pieno successo - molti suoi colleghi.
Tengo particolarmente a evidenziare come il sig. Battistin non sia mai stato trattato in malo modo.
A tal proposito devo purtroppo far presente come in diverse occasioni sia stato lo stesso Battistin a intervenire in modo non rispettoso presso gli uffici e i componenti della Giunta, arrivando a pressioni irrituali e inopportune e perfino ad alcune telefonate ben sopra le righe.
Il sig. Battistin scomoda la massima “nemo propheta in patria” e, specularmente e con altrettanta sicurezza, mi accusa di “non fare nulla” per l'arte locale e di essere “poco sensibile”.  Il suo giudizio verso il sottoscritto è una libera e legittima opinione.
La mia è ovviamente differente e anzi, a riguardo, trovo poco serio valutare solo il proprio caso personale (auto-attribuendosi, peraltro, la qualifica di “profeta”) e, sulla sola base di questo, giudicare l'intero operato di un'Amministrazione.
Alberto Neri
Sindaco di Valdagno

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