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18 settembre 2018

Lettere

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22.06.2016

«La medaglia
dello Stato
e la riconcilizione»

Ho letto e riletto il titolo in prima pagina del GdV: “Premiato l’autore dell’Eccidio”. Mi domando: ma come si fa a premiare l’autore di un eccidio e subito dopo realizzo che si tratta dell’onorificenza ”Medaglia della Liberazione” consegnata a Valentino Bortolaso(detto il TEPPA), che ha fatto parte del commando che la notte del 6/7 luglio 1945, a guerra già finita, uccise 54 persone inermi nel carcere di Schio. Mi sembra di capire che sarebbero stati gli uffici del Ministero della Difesa ad inviare direttamente alla nostra Prefettura l’elenco di 83 vicentini iscritti all’Anpi che avevano partecipato alla Resistenza. Spero che il Ministero voglia approfondire la questione anche alla luce, certa ormai, che alcuni degli uccisi o gravemente feriti sono risultati assolutamente incolpevoli ed addirittura incarcerati con false denunce. Nel 1955 l’Italia decise, giustamente secondo me, che era tempo di girare pagina e chiudere un troppo lungo periodo che aveva “avvelenato” le nostre terre e Bortolaso tornò definitivamente libero, a Schio i famigliari delle vittime e l’Anpi iniziarono lentamente a fare tentativi, non sempre riusciti, di “Riconciliazione” fino agli ultimi anni nei quali sembrava che tutti desiderassero guardare al passato in modo diverso, con rispetto per i fatti e far quindi nascere un dialogo storico, politico, fruttuoso. Con questo spirito ho partecipato anche lo scorso giugno all’annuale cerimonia di “Riconciliazione” che ha luogo nel cortile dall’ex carcere di Schio. Ora però il Ministero della Difesa deve rivedere la sua posizione su un riconoscimento assurdo, perché non possono esserci equivoci su quello che è accaduto a Schio ovvero: un terribile crimine postbellico e come tale è stato definito e sentenziato dai nostri Tribunali. Chiarezza che sarebbe anche un esempio per i giovani che hanno bisogno di nuovi valori, lasciando al passato un odio che proprio in questi giorni abbiamo rivisto comparire persino in Gran Bretagna. Come ha detto suo marito “l’odio non ha credo, razza o religione” e aggiungo io: se lo lasciamo dilagare si diffonde come una terribile metastasi.

Silvana Capozzo

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Come lei può leggere nelle pagine di Schio oggi, il ministro della Difesa risponde di aver agito su richiesta dell’Anpi, pronto a rivedere la decisione.

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