domenica, 21 ottobre 2018
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08.08.2018

Preghiera d’agosto

Vedi Napoli e poi muori. Anzi, vedi il San Paolo e poi muori. Dalla puzza. No, non è un vecchio canto di Salvini in qualche festa della birra padana, ma la logica conclusione delle parole di Aurelio De Laurentiis: «Il nostro stadio è un cesso». L’accusa ha un preciso destinatario: Attilio Auricchio, capo di gabinetto, e non poteva altro essere che quello, del Comune. Il quale Auricchio, stando all’Aurelio furioso, avrebbe promesso risorse per l’agognato restyling, mai sborsate. Bisogna anche dire che il patron della società partenopea, a sua volta, è nell’occhio del ciclone dei tifosi: «È una vita che Bari», han scritto in uno striscione dopo che hanno saputo che il Presidentissimo ha acquisito la società pugliese. Ma come? Stai smantellando la squadra e te ne compri un’altra? In campo, le cose non aiutano: contro il Liverpool Insigne e compagni ne han presi 5. Però per Ancelotti la situazione è tragica, ma non grave: «Passa anche da queste figuracce la crescita di una squadra». Ci suono tanto come il detto: «Sposa bagnata, sposa fortunata». Ché, in verità, se la sposa prende la pioggia, sacramenta fino alla luna di miele. Anche il nostro caro e vecchio Menti avrebbe bisogno di un’urgente rammendata, ma intanto godiamoci il rinnovato entusiasmo che Renzo Rosso ha già oggettivamente portato: nei primi 5 giorni di campagna, siamo già ad oltre 2600 abbonamenti. Niente male. Una preghiera al nuovo presidente. Tra i tifosi eccellenti, anche perché è padovano, c’è l’emerito Professor Giorgio Pullini, critico finissimo, che il mondo ci invidia. E ha un desiderio: vedere il Vicenza in serie A. Ora: Pullini ha da poco spento 90 candeline. Oh, Renzo, in 15 anni ce la facciamo a tornare lassù, vero? •

di GIANCARLO MARINELLI
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