lunedì, 24 settembre 2018
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13.08.2018

Multifunzione

Godiamoci il dulcis in fundo nella piscina dorata: il tuffo sincro è uno spettacolo tutto tricolore. Di Ronaldo che veste zebrato in Juve A vs Juve B (dal prossimo anno si chiamerà Juve CR7 vs Juve senza CR7), poco da dire. Come d’una stagione già (pre)scritta alla porte, dove Milan e Napoli continuano a steccare e l’Inter canticchia. Più interessante la riflessione di Mourinho, in apertura di Premier: «La verità è che non esistono più gli allenatori. Ma solo capo-allenatori. Che devono lavorare con altri allenatori multifunzionali». Verissimo. Alzi la mano chi, fino a 10/15 anni fa, conosceva il nome dei direttori tecnici, degli accompagnatori o degli ad dei club. Il calcio era roba del presidente e dell’allenatore. Al massimo, emergeva il preparatore atletico. Ed ecco che il Pincolini di turno aveva il suo quarto d’ora di notorietà. Anche i procuratori erano signori nessuno. Ed anzi tanto i Corvino, i Marotta, i Leonardo, i Pradè d’una volta, quanto i Raiola o i Moggi Jr dei tempi che furono, avevano tutto l’interesse di stare, tramare, contrattare e rescindere nell’ombra. Eminenze grigie che lasciavano volentieri i riflettori a presidenti, tecnici e capitani. Non è più così. Del resto, da quando si intervistano i calciatori a fine primo tempo e le telecamere son entrate negli spogliatoi, tutti hanno un ruolo e un potere. Direttamente proporzionale all’introito che portano. Ed allora fa tenerezza Spalletti quando dice: «Non penso che Modric verrà all’Inter, ma il fatto che abbia pensato a noi è già importante». Caro Luciano, Modric non vi ha pensato, vi ha usato. Per far scucire a Florentino Perez un’aggiustata di contratto. Questa è stata la vostra funzione. Anzi, vista la pacconata di milioni: la vostra multifunzione. •

di GIANCARLO MARINELLI
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