giovedì, 15 novembre 2018
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30.08.2018

La luce della scienza

Il Papa sulla pedofilia: «Bisogna rimediare ai fallimenti del passato, confidando nel Signore e nella fede, per una stagione di rinnovamento». Bergoglio è encomiabile nella lotta contro i pedofili dentro la Chiesa cattolica. E però una domanda, tanto semplice quanto drammatica, va posta: perché ce ne sono così tanti tra i prelati? Dobbiamo rispondere sì con la fede (per chi ce l’ha), sì con l’aiuto di Dio (per chi crede), ma soprattutto con la scienza (che accomuna tutti). Non basta dire: «I pedofili sono ovunque nell’umanità e dunque anche nella Chiesa». Le percentuali sono agghiaccianti, e inoltre ricordiamoci: i preti sono uomini, ma, in quanto guide spirituali, dovrebbero essere migliori. Allora perché? Colpa del celibato e castità forzati? Se così fosse, perché non limitarsi alla etero o all’omosessualità? Perché macchiarsi del crimine più abbietto? Secondo un’altra ipotesi, il prete che è entrato in seminario viene per necessità bloccato nella sua crescita sessuale. E quando le pulsioni gli esplodono dentro, si ritrova a volerle condividere con ragazzini. Perché il prete pedofilo è in fondo un bambino interrotto dentro un corpo adulto. Il punto è che né lo stato laico, che legifera sugli orientamenti sessuali ma non orienta i giovani sulla sessualità, né lo stato confessionale, che si barrica dietro la famiglia naturale ma non studia la natura degli uomini, possono più rimandare: bisogna inserire tra le materie d’obbligo, fino alla maturità, in ogni tipo di scuola seminari compresi, l’educazione sessuale. L’ora di educazione sessuale è un’ora di religione. Dio porta la luce nel mondo attraverso due strumenti: il sesso, affinché il mondo metta alla luce se stesso, e la scienza. Affinché quella luce non si spenga. •

di GIANCARLO MARINELLI
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