mercoledì, 19 settembre 2018
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30.07.2018

Istinto e scienza

Non so. Vorrei dire che mi è preso l’orrore, ma c’è una parte- che forse è la parte politicamente corretta di me- che mi dice: «La scienza è come una guerra dalla parte giusta: inevitabile che qualcuno soccomba prima di vincere il male». La storia: ci sono delle donne incinte nei Paesi Bassi che hanno una placenta sottosviluppata: i bambini che nasceranno prematuri avranno quindi poche possibilità di sopravvivere. E allora una sperimentazione accademica, (e non farmaceutica), con l’assenso delle donne in gravidanza, ha iniettato loro del viagra, (sildenafil). Sì, avete capito bene. Che è un vaso dilatatore in grado di portare ai feti maggiore quantità di sangue e proteine, aiutandoli a crescere di più. Ebbene, 11 neonati sono morti. Forse perché il sildenafil ha causato un’alta pressione sanguigna nei loro polmoni, facendo arrivare poco ossigeno. Forse. Sta di fatto che il ginecologo Wessel Ganzevoort, capo dello studio, ha detto: «Volevamo dimostrare che c’è un modo efficace per far crescere i bambini. Ma è successo il contrario. Sono scioccato». La parte politicamente corretta di me commenta: «Non ce l’hanno fatta, ma aiuteranno altri a farcela: si cambierà strada o si capirà il difetto in quella già presa». La parte istintiva invece replica: «Cos’ è tutto questo voler mettere le mani nel mistero della vita? Fin dove dobbiamo spingerci? Possibile che uno stimolante per l’erezione sia fatto della stessa sostanza dei sogni? Che la stessa sostanza possa stimolare la vita e la luce?». Non c’è qualcosa di stonato, persino di violento nell’accostare le due cose? Un organo con un miracolo? Assolutamente no. Sono organi. Inscindibilmente legati. Di nuovo l’istinto contro la scienza. Dentro di te, caro lettore, cosa prevale?

di GIANCARLO MARINELLI
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