domenica, 24 giugno 2018
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21.05.2018

Il trucco

Impegnati ad omaggiare l’ennesima impresa di Simeone e dell’Atletico, l’addio di Buffon, la finale Champions Real-Liverpool e gli ultimi verdetti del campionato italiano, abbiamo omesso di dibattere sulla rivelazione di Michel Platini: «Nel Mondiale di Francia ’98 facemmo un trucco nei sorteggi per fare in modo che Francia e Brasile arrivassero in finale». Le affermazioni dell’ex numero uno della Uefa, poi squalificato 4 anni per questioni assai tenebrose, sono d’una gravità inaudita. Nella massima competizione planetaria di football è stato possibile raggirare la sorte e il sorteggio; nel torneo più importante del mondo, qualcuno ha truccato le carte. Quante volte è successo nella storia? È ancora possibile che accada? Inoltre: se il vertice della piramide puzza di marcio è lecito chiedersi cosa si respiri scendendo verso la base. Ergo: nei sorteggi di Europa e Champions League, ci sono stati imbrogli? E ancora: perché un ex, (lo scriviamo con penna incerta e tremante), uomo di potere decide di confessare? Delle due l’una: è possibile che Michel ne abbia viste tante e combinate tali da lasciarsi scappare quella che a lui sembra la meno grave. Una bagatella. E che invece, a noi uomini della strada, sembra un misfatto. Oppure: Platini, che da poco si è rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo per ottenere una piena riabilitazione, sta lanciando messaggi a qualcuno: «Comincio con quella che per noi è una sciocchezza. Molti, (come chi scrive), si indigneranno. V’immaginate se continuo?». Blatter ha subito risposto: «Ma no! E poi per arrivare a quella finale bisognava che sia Francia che Brasile vincessero le loro partite». Che vuol dire, vecchio Sepp? Che Platini ha torto su tutto? O solo a partire dalla fine? •

di GIANCARLO MARINELLI
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