venerdì, 24 novembre 2017
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10.11.2017

Traditi
i risparmiatori

Sarà stato il “candidato delle istituzioni”, quasi a voler significare che tutto sarebbe finito “a umma umma”, ma non c’è dubbio che la Commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche presieduta dal vituperato Pier Ferdinando Casini una verità importante l’ha già consegnata ai posteri. Bankitalia non ha vigilato sulle ex Popolari venete come il suo ruolo le avrebbe imposto. Non è cosa di poco conto, a pensarci bene. Una verità scomoda, che la dice lunga sull’inopportunità di riconfermare Ignazio Visco al vertice della vigilanza perché il lavoro svolto nel pieno della crisi sistemica, sul fronte della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, è stato inadeguato. La testimonianza del direttore generale di Consob Angelo Apponi è stata emblematica. La vigilanza di borsa è stata ostacolata dai dati falsi che le sono pervenuti dalle due banche fallite, trascinando decine di migliaia di risparmiatori sul lastrico, e dalle mancate segnalazioni di Bankitalia. Poiché nessuno crede alla favola che due simili colossi del credito possano essere andati in malora da un anno all’altro, sarebbe interessante capire da quanto tempo i fondamentali delle due banche erano alterati. E perché i controllori sono stati così miopi.

C’è da chiedersi che cosa sarebbe successo se Bankitalia avesse svolto quell’effettivo controllo che l’ordinamento le imporrebbe. Ribadito per l’ennesima volta che le principali responsabilità sono di chi ha gestito BpVi e Veneto Banca, non c’è dubbio che il ruolo dei controllori avrebbe dovuto essere di ben altro spessore. Se lo scandalo che travolse l’ex governatore Fazio contemplò sue precise responsabilità, quello che sta emergendo dalla Commissione bicamerale è che il sistema dei controlli così com’è strutturato non funziona. Se è sufficiente che una banca metta fuori strada i vigilanti del credito comunicando dati fasulli, perché gli ispettori non hanno alcun potere reale di verifica se non statistico, vuol dire che è necessario un cambiamento radicale. Perché altrimenti i risparmiatori non saranno mai tutelati. C’è un sistema per farlo ed è quello di attribuire a Bankitalia e Consob i poteri che ha la Sec americana, che può fare anche intercettazioni. Ed è per questo che negli Usa stanno tutti molto più in campana. Mentre da noi questi scandali sono ciclici. E ritorneranno, statene certi, se l’andazzo sarà questo. L’aura di intoccabilità che circonda Bankitalia è formale. Come i suoi controlli sulle ex Popolari. Alla fin fine sterili. Così i risparmiatori, come i vicentini, non sono stati tutelati. Ma traditi.

IVANO TOLETTINI
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