domenica, 24 settembre 2017
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21.04.2017

Il segno dell’odio
sul volto di Gessica

Lei è miss Romagna, una ragazza bellissima, come tutte le miss (e non solo loro, ma tutte le ragazze ventenni), e il fidanzato, geloso e sadico le ha spruzzato in faccia dell’acido, per deturparla. L’acido le ha mangiato e gonfiato la faccia. Prima era impossibile guardarla da quanto era bella. Adesso è difficile guardarla ricordando la bellezza perduta. Sfregiare una ragazza bella, nel fiore della sua giovinezza, significa voler colpire una persona in ciò che più la distingue, la rende unica, amata dagli altri e da se stessa: è come tagliare le mani a un pittore, o la lingua a un cantante.

È un gesto che indica, in chi lo compie, non soltanto odio ma anche malvagità. Ha un senso, naturalmente, e si può spiegare, psicologicamente, il fatto che il fidanzato di una ragazza bellissima, possessivo e geloso, nel momento in cui la perde o teme di perderla voglia sfregiarla. Perché sfregiandola si vendica per essere stato attratto e conquistato, per essersi legato, per aver subìto il fascino. Lei è bella, la sua bellezza è un oltraggio, va oltre la norma, e l’oltraggio va punito.

È amore? Certo che no. È tutto il contrario. Amare vuol dire volere il bene della persona amata. Ma se sei in grado di sfregiarla, o di bruciarla (com’è successo in altri casi) o di accoltellarla, il tuo non è amore, ma possesso, voglia di dominio. La miss Romagna, che si chiama Gessica Notaro, è andata in tv, ieri sera, da Maurizio Costanzo, per mostrare il suo volto distrutto e dare la sua spiegazione: «Questo non è amore». Certo che no, Gessica. Lui voleva averti come un bell’oggetto di sua proprietà, voleva il «suo» bene, non il tuo. Non era disposto a sacrificarsi per te, ma a sacrificarti per lui. E infatti così ha fatto: per vendicarsi, ha distrutto la tua bellezza fisica.

Per fortuna, tu hai un’altra bellezza: d’intelligenza, di carattere, di voglia di vivere, di insegnare al mondo, perfino (e siamo al limite del troppo) di perdonare. «Io non lo odio», dici, «ma voglio che veda il male che mi ha fatto», e vai in tv a mostrare il tuo volto. Pensi che vedendo il male che ti ha fatto, lui provi rimorso, e pensi che il rimorso sia la sua giusta punizione. Potrebbe anche non essere così. Potrebbe darsi che lui non provi rimorso. Ti ha bruciato la pelle, la carne nuova che vien su non regge il cloro, e tu facevi l’addestratrice di delfini in piscina. Non puoi più entrare in acqua. No, non è amore. È uno straniero, adesso è in carcere e poi sarà espulso. Meglio così. Non merita di vedere te, né alcun’altra delle nostre ragazze.

FERDINANDO CAMON
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